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I viticoltori svizzeri e italiani che conquistarono gli USA

Filari di vite per la produzione di vino in California. Keystone / Eric Risberg

A fine '800 agricoltori ticinesi e piemontesi si stabilirono in California fondando la Italian Swiss Colony, un marchio che segnerà un secolo negli Stati Uniti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 aprile 2021 - 18:58
Gilberto Mastromatteo, Rsinews

Esattamente 140 anni fa, nel 1881, un gruppo di emigranti ticinesi e italiani fondava la Italian Swiss Colony Link esterno(ISC) in California. Una colonia agricola, dedita alla coltivazione della vite. Il luogo scelto da Andrea Sbarboro è AstiLink esterno (dal nome della città nel suo Piemonte). Poco distante sorge Sacramento, fondata pochi decenni prima a partire dalla colonia New HelvetiaLink esterno dello svizzero John Sutter.

I vini della ISC si creano subito un'ottima fama in California. Poi arrivano il proibizionismo e la Seconda guerra mondiale. La vera popolarità per il marchio giunge nel dopoguerra, grazie alla pubblicità e soprattutto alla televisione. Il jingle “quel piccolo vecchio viticoltore, me!” diventa un tormentone. Dean Martin lo modificherà appena nel titolo di uno dei suoi brani più celebri: Little ole wine drinker, meLink esterno. E le cantine di Asti diverranno il secondo parco più visitato dagli americani dopo Disneyland.

L'epopea della Italian Swiss Colony sfuma sul finire degli anni '80. Negli ultimi anni ne hanno ricostruito le vicende Lele Guazzoni di Cella Vinaria e Giancarlo Panarella di Enopress.

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