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Elezione dei presidenti Italia, prove di maggioranza alla Camera e al Senato

Berlusconi e Salvini costretti a restare uniti per salvare il Centrodestra

Berlusconi e Salvini costretti a restare uniti per salvare il Centrodestra

(Keystone)

Venerdì 23 marzo si insedierà il nuovo parlamento italiano. Il primo compito sarà quello di eleggere i presidenti di Senato e Camera. Successivamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà dare l’incarico a qualcuno per formare il nuovo governo che non può giocoforza prescindere dal vincitore delle elezioni: il Movimento 5 Stelle.

L’Italia che verrà. Dopo le elezioni politiche del 4 marzo una sola cosa è certa: nessuno schieramento politico ha ottenuto la maggioranza per poter governare da solo. Se da un lato abbiamo il Movimento 5 Stelle al 32% delle preferenze, dall’altro abbiamo la coalizione di Centrodestra che ha raggiunto il 37%. Il PD, secondo partito con il 18% delle preferenze, ha più volte dichiarato di voler andare all'opposizione. Chi governerà?  A chi sarà dato il mandato esplorativo per formare il nuovo governo? Domande alle quali all’ora attuale non è possibile rispondere. Certo è che l’elezione dei presidenti di Camera e Senato - che inizierà proprio venerdì 23 marzo - darà una prima indicazione al Paese, ma soprattutto al presidente della Repubblica, sulle forze in campo e sulle nuove maggioranze in seno al Parlamento.

Alla vigilia di questo importante appuntamento politico, abbiamo sentito il giornalista e commentatore politico del Corriere della Sera nonché scrittore, Aldo Cazzullo.


tvsvizzera.it: Siamo alla vigilia dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Cosa succederà?

Aldo Cazzullo: Penso che si andrà verso un accordo che preveda l’elezione di un esponente di Forza Italia in Senato e uno del Movimento 5 Stelle alla Camera. Una soluzione logica. Ad essere rappresentati sarebbero così la prima coalizione e il primo partito usciti dal voto del 4 marzo. Potrebbe anche essere un inizio di accordo di governo tra il Centrodestra e il M5S. Se così fosse, si tratterebbe di un accordo destinato a durare poco e che porterebbe il paese a nuove elezioni.

"M5S e Centrodestra insieme? Un governo con il fiato corto"

Fine della citazione

Perché?

Le posizioni dei due schieramenti sono davvero troppo distanti. Berlusconi è sempre stato molto critico nei confronti del M5S. Il Centrodestra vorrebbe abbassare drasticamente le tasse, cosa che interessa soprattutto il Nord. Il M5S vorrebbe introdurre il reddito di cittadinanza, cosa che interesse molto il Sud… non ci sarebbero abbastanza mezzi finanziari per realizzare entrambe le cose. Forse neppure per una.

L’elezione del presidente della Camera e del Senato sarà una prova generale per la formazione del governo o invece si tratta di una storia totalmente diversa?

Una cosa è eleggere i presidenti di Camera e Senato e un’altra è formare un nuovo governo. Sono aspetti decisamente distinti anche se con le elezioni dei presidenti verrà data una prima indicazione. Considerato che non è chiaro a chi il presidente Sergio Mattarella darà l’incarico per la formazione del nuovo governo, se si venisse a delineare una maggioranza che esprime i due presidenti di camera e senato, il presidente Mattarella avrebbe una prima seria indicazione: potrà scegliere, all’interno di quella maggioranza, la forza politica e la persona a cui affidare il mandato per tentare di formare un governo.

Si parla di una possibile alleanza tra M5S e Lega. Ma per Matteo Salvini avrebbe senso entrare in un governo senza esserne il leader?

Esatto. Salvini è diventato il capo del Centrodestra e non ha alcun interesse a rompere l’alleanza di centrodestra per diventare il vice di Luigi Di Maio. Salvini può per contro cercare di portare tutto il Centrodestra a un accordo con il M5S. Berlusconi ovviamente non sarebbe entusiasta ma è talmente spaventato dall’idea di tornare nuovamente alle urne che potrebbe essere pronto - per non staccarsi da Salvini e tenere unito il Centrodestra – ad accettare di andare al governo con il M5S. Però lo ripeto, un governo simile non dovrebbe durare molto. Il M5S farebbe infatti fatica a governare con Berlusconi e soprattutto viceversa. In fondo, gli elettorati dei due schieramenti sono diversi, gli obiettivi sono diversi, le premesse sono diverse… ho l’impressione che sarebbe un governo con il fiato corto.

" Per il PD è meglio un bagno rigenerante all'opposizione"

Fine della citazione

Passiamo agli sconfitti: il PD continua ad affermare che andrà all’opposizione. È credibile?

Per il PD l’importante è non affrontare una nuova tornata elettorale. Ha poi il problema non secondario di restare unito. Se il PD dovesse sostenere il M5S, i renziani se ne andrebbero dal partito. L’alternativa sarebbe quello di far nascere un governo di centrodestra non guidato da Salvini. Cosa però assai complicata. Comunque si muova, il PD è destinato a lacerarsi. Meglio dunque che se ne stia fermo, non cerchi alleanze di governo e vada all’opposizione.

Escludere il M5S dal futuro governo è possibile? Avrebbe senso? Sarebbe politicamente un suicidio?

Una parte consistente degli italiani li vuole vedere all’opera. Forse il passaggio del M5S in governo è un pedaggio che l’Italia deve pagare, per capire se siano davvero adeguati a governare lo stato…

È pensabile un governo tecnico Gentiloni-bis per portare tutti a nuove elezioni?

No… Gentiloni prima se ne va meglio è, anche per la sua dignità. Il PD è al 18%, e non può pensare di esprimere un presidente della Repubblica e un presidente del Consiglio. Inoltre secondo me il PD in questo momento non ha nessun interesse a governare…  è entrato nell’area di governo nel novembre 2011 - sostenendo il governo Monti, cosa che ha pagato a caro prezzo - è poi stato al potere 5 anni durante i quali gli italiani hanno sofferto. La mia impressione è che al PD faccia meglio un bel bagno rigenerante all’opposizione.

Berlusconi, non vuole uscire di scena… potrebbe in estrema ratio mettersi proprio lui con il M5S e rompere la coalizione di centrodestra? Ipotesi assurda?

Non credo proprio possa accadere. È vero, Salvini e Berlusconi non si amano, non si sono mai amati e non hanno mai trovato quell’intesa politica e umana che avevano Berlusconi e Bossi. Però sono praticamente condannati a restare uniti. Anche perché gli elettorati dei due partiti un po’ si sovrappongono. Gli eletti di Forza Italia al nord sono stati eletti grazie ai voti della Lega. Questo ha un peso. Salvini ha una leadership giovane, per certi versi discutibile, ma che ha dimostrato una certa energia. Ho dunque l’impressione che il Centrodestra sia condannato a restare insieme se prima o poi vuole governare.

Torniamo a una possibile alleanza tra M5S e Centrodestra. Chi sarà a questo punto il candidato premier, visto che il M5S come lista ha la maggioranza relativa ma come coalizione la maggioranza relativa ce l’ha il Centrodestra…?

È una questione davvero complicata. La mia impressione è che si debba cercare una personalità che non appartenga a nessuno dei due schieramenti. Un percorso a ostacoli, molto complesso. Comunque entro il mese di maggio un qualche governo si insedierà a Palazzo Chigi. Però potrebbe avere la vita molto breve.


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