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Cyberdifesa, gli attacchi informatici nel mirino di Berna

La ministra della Difesa Viola Amherd e il capo dell'esercito Thomas Suessli. Keystone / Anthony Anex

Per la difesa della Confederazione non sono più sufficienti le truppe e l'aviazione: le nuove minacce vengono dalla rete e per questo motivo nell'esercito è in corso una revisione delle forze armate che si concluderà nel dicembre del prossimo anno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 settembre 2021 - 21:08
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

In proposito il governo federale ha adottato le necessarie modifiche legislative (Legge militare e Ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito) che consentiranno in particolare di potenziare la cyberdifesa dell'esercito e ampliare gli effettivi militari in questo ambito.

"Non passa giorno senza che si registri un attacco informatico e per questo è ancor più necessario che l'esercito protegga in modo ancor più efficace i suoi sistemi informatici contro le intrusioni", ha osservato la consigliera federale Viola Amherd in conferenza stampa a Berna.

Nello specifico verrà trasformata la Base d'aiuto alla condotta (BAC) in un Comando ciber e si procederà celermente verso la digitalizzazione e la conseguente modernizzazione e interconnessione di tutti i sistemi dell'amministrazione militare.

Parallelamente aumentano notevolmente le sfide nell'ambito della ciberprotezione. Il futuro Comando dovrà fornire le capacità chiave militari negli ambiti "monitoraggio della situazione", "ciberdifesa", "prestazioni TIC", "aiuto alla condotta", "crittologia" e "guerra elettronica".

Inoltre, dal primo gennaio 2022, verranno creati un battaglione ciber e uno stato maggiore specializzato e la milizia in questo settore aumenterà dagli attuali 206 a 575 militari.

Sul piano pratico, ha voluto precisare la ministra della Difesa, se nel prossimo futuro di verificherà un attacco informatico come quello che ha colpito a fine maggio il comune vodese di Rolle, le autorità locali avranno la possibilità di chiedere aiuto ai servizi specializzati delle forze armate.

Nelle intenzioni del governo c'è anche l'obiettivo di incrementare il sostegno dell'esercito a manifestazioni civili di rilevanza nazionale e internazionale, facendo capo anche le reclute in corso di formazione. E questo alla luce della constatazione che oggi non è più possibile organizzare eventi e vertici di portata mondiale senza l'indispensabile apporto delle forze armate.

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