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Cosa significa vivere in un'exclave tedesca in Svizzera

Il villaggio di Büsingen confina con ben tre cantoni svizzeri: Sciaffusa, Turgovia e Zurigo. Keystone / Felix Kästle

Campione d'Italia non è l'unica exclave in Svizzera. Per i capricci della storia, anche Büsingen am Hochrhein, comune di circa 1'500 abitanti, è un villaggio tedesco completamente accerchiato dal territorio svizzero, soprattutto dal canton Sciaffusa. Ma i due villaggi, simili in molte cose, hanno conosciuto e conoscono una storia diversa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2022 - 07:25

Chi dal centro di Sciaffusa in auto prende la strada che costeggia il Reno verso est, dopo meno di 4 chilometri arriva a Büsingen, in Germania. Oggi come ieri, tra i due Paesi non esiste un valico doganale, non ci sono le guardie di frontiera. E se si continua il viaggio, sempre verso est, si attraversa l’abitato di Büsingen e si rientra in Svizzera dopo meno di cinque minuti. Solo piccoli elementi di corredo urbano percepibili da un occhio attento – la cassetta della posta, l’insegna di una banca, una fermata del bus – fanno capire che non siamo in Svizzera.

Il comune tedesco di Büsingen circondato da territorio elvetico. @Büsingen

Perché Büsingen non fa parte della Confederazione? La storia, come sempre, non è lineare, si fa complicata. Sebbene si possa tornare molto indietro nel tempo, iniziamo a raccontarvela dal 1770, quando cioè gli Asburgo vendettero i diritti fondiari del villaggio di Dörflingen, confinante a est con Büsingen, alla confederata Zurigo. Così facendo Büsingen si trovò d’un tratto circondata da comuni elvetici, trasformandosi in un'enclave straniera in territorio elvetico. Dapprima austriaca, successivamente Büsingen passerà al Granducato di Baden, poi sotto la Repubblica di Weimar allo stato di Baden, dopo la Seconda guerra mondiale al Südbaden e infine dal 1952 al Land del Baden-Württemberg.

La storia di un'annessione mancata

Durante i colloqui di Pressen del 1805 (Pace di Presburgo dopo la disfatta austriaca ad Austerlitz) tra Francesco I e Napoleone, l’Austria anteriore (termine con il quale si indicavano i vecchi possedimenti degli Asburgo, sparsi nella Germania sud-occidentale) fu spartita tra il granducato di Baden e il regno di Württemberg. Fu così che Büsingen fu annessa al Regno di Württemberg. Meno di 5 anni dopo passò al Granducato di Baden.

Gli abitanti di Büsingen, fino allora non poterono che accettare le decisioni dei potenti senza mai poter esprimere i propri desideri o volontà. È solo dopo la Grande Guerra che divennero essi stessi attivi e cercarono di prendere in mano il loro destino. Così nel 1918 si svolse a Büsingen un referendum col quale il 96% degli elettori si espresse a favore dell'annessione della cittadina tedesca alla Confederazione Svizzera. La Svizzera esaminò la richiesta, ma rifiutò l'annessione.

Tra la fine della Prima guerra mondiale fino alla salita al potere in Germania del Nazionalsocialismo, Büsingen ha fatto diversi tentativi per entrare nella Confederazione, tutti falliti per l’opposizione ferma, spesso minacciosa, del Baden.

Si arriva così al 1939 quando la Camera dei Lord britannica, poco dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, chiese formalmente al Comune di unirsi alla Confederazione elvetica, ma tale richiesta venne respinta sia dal Municipio di Büsingen sia, per ovvi motivi di neutralità, dal governo elvetico. Ma durante tutta la durata del conflitto la Svizzera ha tenuto chiuso la frontiera e Büsingen è stata isolata dal resto della Germania.

Terminata la guerra, al momento di regolare i confini del canton Sciaffusa con la Germania, si discusse ancora una volta di Büsingen ma la ferma opposizione del circondario di Costanza chiuse definitivamente ogni discussione. 

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Il villaggio è adagiato su una collina che scende dolcemente fino al Reno. Oltre il fiume, che a Büsingen vira a novanta gradi verso sud, c’è il canton Turgovia. Altrimenti Büsigen è accerchiato dal canton Sciaffusa (per onestà intellettuale si devono citare anche quei 200 metri di Reno che l’enclave tedesca condivide con il canton Zurigo).

Dalla chiesetta di San Michele (Bergkirche St. Michael) a rialzo sopra il villaggio o dai vigneti che risalgono la collina a nord dell’enclave, il turista vede tutt’attorno solo terra elvetica. A est però, superati i campi da tennis e il campo da calcio, e un lembo di terra elvetico largo non più di 500 metri, si entra nuovamente in Germania.

Uno dei 123 cippi che indicano il confine tra Svizzera e Germania a Büsingen. © Keystone / Gaetan Bally

Il villaggio è dunque separato dalla madre patria tedesca da soli 500 metri (un corridoio che il circondario di Costanza negli ultimi negoziati del 1956 chiese alla Svizzera per collegare direttamente Büsingen al resto della Germania, ma senza successo: la Svizzera non identificò un pezzo di terreno tedesco adeguato da chiedere in cambio...).

Eppure, anche pochi metri possono creare non pochi problemi pratici alla vita quotidiana dei cittadini tedeschi dell’enclave. Chi ci abita oggi è abituato. Ma nel tempo ha dovuto superare non poche difficoltà. Sentiamo la sindaca di Büsingen am Hochrhein, Vera Schraner:

Trattato internazionale

Proprio per risolvere questi problemi, i rapporti tra l’exclave e la Svizzera sono stati definiti nel 1964 in un Trattato tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federale di GermaniaLink esterno sull'inclusione di Büsingen nel territorio doganale svizzero.

Entrato in vigore nel 1967, in 44 articoli sono stati formalmente chiarite le questioni giuridiche più importanti della vita quotidiana tra cui, come indica lo stesso titolo del trattato, l’inclusione di Büsingen nel territorio doganale svizzero. La strada inversa l’ha per contro percorsa Campione d’Italia, che dal primo gennaio del 2020 è uscita dal territorio doganale elvetico per entrare in quello europeo, con il generale disappunto dei campionesi.

Le conseguenze del trattato

A Büsingen si applica l'IVA svizzera (7.7%) sugli acquisti e sulla fornitura di servizi e non l'IVA del resto della Germania (19%). I residenti di Büsingen, così come gli svizzeri,  possono farsi rimborsare l'IVA pagata sugli acquisti nell'Unione Europea, la famosa “tax free”.

Come ci racconta la sindaca Vera Schraner in carica da poco più di un anno, "la maggior parte - circa il 95% - delle persone attive di Büsingen lavora in Svizzera". Questo significa che ricevono il loro salario in franchi svizzeri. Proprio per questo motivo, nel negozietto di alimentari e nei due ristoranti la valuta di pagamento ufficiale è l’euro, ma di fatto vengono utilizzati i franchi svizzeri. Da quando però la Banca nazionale elvetica ha abbandonato la soglia minima franco-euro nel 2015 (1.20 franchi per un euro), l'aumento del valore del franco (oggi le due monete sono praticamente parificate) è diventato un grosso problema per i cittadini dell’exclave, perché devono pagare le loro tasse al Tesoro tedesco in euro.

"Abbiamo un'età media di 52,2 anni e siamo uno dei villaggi più vecchi della Germania"

Vera Schraner, sindaca di Büsingen

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"Più il franco vale, più alto è il loro reddito in euro e più le tasse aumentano - ricorda Vera Schrnaer - anche perché la progressione fiscale in Germania è particolarmente pronunciata". Un problema non da poco, considerato che per lo stesso stipendio, in Svizzera si rischia di pagare la metà delle imposte pagate a Berlino.

Una situazione che più volte è stata fatta presente dai cittadini alle autorità tedesche senza però ottenere una risposta soddisfacente. A causa di questa pressione fiscale, aggiunge Vera Schraner, "abbiamo molte persone, soprattutto giovani che lavorano a Büsingen o nella vicina Germania, che se ne vanno a vivere altrove perché la vita a Büsingen è troppo cara. Ed è per questo che siamo un villaggio piuttosto vecchio. Abbiamo un'età media di 52,2 anni e siamo uno dei villaggi più vecchi della Germania". Attualmente a Büsingen vivono 1'541 abitanti, un quarto dei quali di nazionalità elvetica.

Alcune curiosità tra Büsingen e Campione d’Italia

Un’enclave, oltre ai problemi citati, vive anche situazioni che potremmo definire “curiose”. Se attraversate la piazzetta del villaggio a destra trovate il palazzo comunale mentre davanti a voi, leggermente a sinistra vi è l’ufficio postale con l’insegna inconfondibile della “Deutsche Post”. Sulla traversa della porta d’entrata, però, si trovano due codici postali, quello elvetico (CH-8238) e quello tedesco (D-78266). Questo perché l’ufficio postale, sebbene tedesco, fornisce anche diversi servizi postali elvetici. Come a Campione d’Italia fino a poco tempo fa.

Quando c'erano ancora le cabine telefoniche, una era svizzera e l'altra tedesca... © Keystone / Gaetan Bally

Sempre nella piazzetta, accanto alla fermata del bus, un tempo c’erano due cabine telefoniche, una svizzera e una tedesca (oggi c’è solo un telefono per chiamare i numeri urgenti). E come per l’Ufficio postale, anche per la telefonia fissa ci sono due prefissi: quello svizzero (052) e quello tedesco (07734). Ciò che non accade a Campione dove il prefisso telefonico è quello ticinese (091) e lo è ancora oggi, nonostante i tanti mutamenti che l’enclave italiana ha vissuto in questi ultimi due anni.

Il servizio sanitario tedesco è simile a quello svizzero (assicurazione privata ma obbligatoria) per cui gli abitanti possono scegliere dove assicurarsi, se presso un assicuratore elvetico o tedesco. Qui il sistema differisce completamente da quello di Campione d’Italia, dove è lo Stato italiano che paga le prestazioni in Svizzera per i cittadini dell’enclave. Un sistema che la Regione Lombardia vuole adesso cambiare, perché troppo oneroso.

Anche la situazione giuridica è complessa a Büsingen, cosa che invece a Campione è molto chiara. In generale il diritto svizzero si applica all’agricoltura, ai reati in materia di droga, ai funerali e al controllo dell’attività di ristorazione. Quando si tratta di costruzioni, furti, riciclaggio di denaro sporco e matrimoni, invece, la responsabilità è dello Stato tedesco. A Campione vige unicamente il diritto italiano.

Fino al 2020 le auto dei cittadini di Campione erano immatricolate in Ticino. Ora anche a Campione le nuove automobili (ma anche quelle vecchie) devono essere immatricolate a Como. A Büsingen si è trovata una soluzione diversa. Sebbene sia un villaggio che conta meno di 1'500 abitanti, Büsingen ha una sua propria targa di controllo: BÜS. I doganieri sanno che quella targa indica un villaggio tedesco che appartiene però allo spazio doganale svizzero.

Un’ultima curiosità: la squadra locale di calcio, l'FC Büsingen, è l'unica squadra tedesca a giocare nel Campionato di calcio svizzero. Esattamente come la Campionese, unica squadra italiana a militare in un campionato elvetico.

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