In alcuni comuni italiani si trovano case a 1 euro. Un prezzo simbolico che ha lo scopo d'incentivare la ristrutturazione di immobili in rovina e di frenare lo spopolamento che affligge molti piccoli centri semisconosciuti.
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RSI-Falò/tvsvizzera.it/mrj
Consultando il sito casea1euro.itCollegamento esterno ci si rende conto che la concentrazione di queste abitazioni è maggiore nel sud Italia, anche se se ne trovano in tutto il Bel Paese. Tutto è iniziato in Sicilia, a Gangi, nel 2007, quando il Comune decise di puntare sul turismo e sulla riqualificazione. Da allora diverse decine di case sono state vendute ad acquirenti che arrivano soprattutto dall’estero (anche se italiane e italiani non mancano): Stati Uniti, Russia, Israele, Danimarca, Francia o ancora Svizzera.
Il sindaco del comune ha spiegato ai microfoni della trasmissione “Falò” della Radiotelevisione della Svizzera italiana RSI che si tratta di un arricchimento non solo culturale (grazie a questo melting pot di nazionalità), ma anche economico. Perché se il prezzo simbolico di un euro non va a rimpolpare le casse comunali, i lavori di ristrutturazione portano lavoro alle ditte locali.
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Sono poche le persone che investono in queste strutture per farne il proprio domicilio: spesso si tratta di residenze secondarie, case di vacanza o Bed and Breakfast.
Come detto, dopo la Sicilia, molti altri comuni di tutta Italia hanno fatto ricorso a strategie di vendita simili. I prezzi simbolici sono diventati un modo per mettere sul mercato case che altrimenti non vi sarebbero mai finite, perché richiedono lavori che i proprietari non possono permettersi oppure perché la situazione catastale è complicata (proprietà lasciate, per esempio, in eredità a numerosi membri di una stessa famiglia che, magari, non si parlano più da anni).
Un metodo per mantenere in vita (almeno parzialmente) piccoli borghi che è stato applicato anche in Svizzera: qualche anno fa, per esempio, anche il comune di Gambarogno ha messo in vendita, a Indemini, dei rustici a un franco, a condizione che entro un determinato lasso di tempo, gli acquirenti li ristrutturassero.
Iniziative simili sono state proposte anche in Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Giappone, Croazia, Usa o ancora Regno Unito.
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