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Addio all'attore Bruno Ganz

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Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2019 - 16:50
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 16.2.2019)

L'attore svizzero Bruno Ganz è morto sabato all’alba in una clinica di Zurigo all'età di 77 anni.

Nel luglio 2018 i medici gli avevano diagnosticato un carcinoma all'intestino, a causa del quale aveva dovuto rinunciare a partecipare alla rappresentazione del "Flauto magico" di Mozart, in scena al Festival di Salisburgo.

Figlio di un operaio svizzero e di un’italiana, Bruno Ganz iniziò la carriera artistica nel 1962 in Germania dove ottenne i primi ingaggi per i teatri di Gottinga e Brema. Successivamente collaborò a diversi progetti teatrali con Peter Stein, con il quale fonda la compagnia berlinese Schaubühne am Halleschen Ufer di ispirazione brechtiana e successivamente fu ingaggiato dallo Schauspielhaus di Zurigo.

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Ma la notorietà tra il grande pubblico arrivò a partire dalla metà degli anni ’70 grazie al cinema, interpretando film come "L’amico americano" e "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders e Nosferatu di Werner Herzog. Nel 2000 gira con Silvio Soldini "Pane e tulipani" per il quale gli è stato assegnato il Premio del cinema svizzero come miglior interprete e il Davide di Donatello.

Ma la pellicola che lo ha reso più famoso è probabilmente "La caduta" del 2004, nella quale ha il ruolo del protagonista Adolf Hitler, ritratto negli ultimi giorni della sua vita nel bunker sotto la Cancelleria del Reich, assediata dalle truppe sovietiche. La sua straordinaria interpretazione gli vale una nomination al Premio del cinema europeo nel 2004.

Nel 2010 riceve l’European Film Academy Lifetime Achievement Award ma sono numerosi anche gli allori ricevuti in patria, tra cui il pardo d’oro alla carriera al Festival di Locarno nel 2011. Nel 2013 Ridley Scott gli affida il ruolo del Papa nella serie “The Vatican”. L'ultima interpretazione risale allo scorso anno, quando aveva recitato in "La Casa di Jack" di Lars Von Trier.


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