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"L'Italia non dovrebbe più avere il monopolio sul Lago Maggiore"

Il battello Verbania, battente bandiera italiana in acque svizzere. Keystone / Karl Mathis

La navigazione transfrontaliera sul Lago Maggiore viene gestita dal consorzio italiano. Ma il lato locarnese non ci sta più e denuncia il mancato rispetto dell'intesa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2021 - 14:30

C’è maretta nel mondo della navigazione sul Lago Maggiore. Dopo anni di difficoltà nei rapporti e nella gestione, l’Ente regionale per lo sviluppo Locarnese e Valle Maggia (ERS-LVMLink esterno) ha espresso una dura presa di posizione nei confronti della gestione della mobilità lacustre transfrontaliera tra Italia e Svizzera, attualmente in mani italiane. Una presa di posizione cui è seguita anche una mozioneLink esterno depositata all’attenzione del Governo federale dal consigliere nazionale Bruno Storni.

Al centro delle critiche, ci sono in particolare la qualità del servizio offerto dalla Navigazione Laghi (Gestione Governativa dei Servizi Pubblici di Linea di Navigazione sui Laghi Maggiore, di Garda e di Como), che si occupa del traffico internazionale tra Italia e Svizzera e il mancato rinnovo della flotta. Motivi per i quali viene ora chiesto l’intervento di Berna al fine di “far rispettare la sovranità svizzera” sulle acque interne, reclama l'ERS-LVM.

Intesa firmata nel 2016

“La situazione della navigazione nel bacino svizzero del Lago Maggiore è complessa e per molti versi paradossale”, asserisce l’Ente regionale ticinese. Attualmente, sullo specchio d’acqua ticinese del lago, è attivo un consorzio formato da due compagnie di navigazione: la già citata concessionaria italiana responsabile del traffico transfrontaliero e la ticinese SNL (Società Navigazione del Lago di Lugano), che oltre che sul Lago di Lugano gestisce la navigazione interna anche sul Lago Maggiore.Link esterno

Secondo il memorandum d’intesa firmato nel 2016 dall’allora ministra elvetica dei trasporti Doris Leuthard e dall’omologo italiano Graziano Delrio, il traffico viaggiatori interno dovrebbe essere gestito da SNL in autonomia e nel rispetto delle esigenze del territorio e del mercato turistico di riferimento, prevalentemente svizzero, ricorda l’ERS-LVM. Intento confermato poi nel piano industriale di SNL del 2017, che – tra le altre cose – prevedeva “entro pochi anni un rinnovo della flotta con almeno due nuovi natanti svizzeri e completamente elettrici sul Lago di Locarno”.

Una novità, quella di mezzi elettrici, che la SNL ha invece già introdotto nella mobilità lacustre luganese (ne abbiamo parlato qui e nell'articolo suggerito qui sotto). 

"Battelli vetusti e ancora a diesel"

Passati i cinque anni fissati come termine nell’intesa, reclama ancora l’Ente, nonostante gli “sforzi di SNL, sostenuti dal territorio locarnese, nel bacino svizzero del Lago Maggiore si vedono circolare tutt’oggi solo vetusti battelli alimentati a diesel e portanti bandiera italiana".

Inoltre, il noleggio di battelli italiani durante il periodo di transizione – una situazione che doveva essere transitoria per permettere la costituzione di una flotta svizzera – è stata resa di fatto la regola dalla concessionaria italiana, asserisce ora l'ERS-LVM aggiungendo che, nel tempo, è anche stato aumentato il prezzo di noleggio di questi mezzi italiani. 

"La concessionaria italiana utilizza le sue credenziali di monopolista esclusivo sul Lago Maggiore. (...) L’ulteriore beffa – conclude l'Ente – è che l’affitto di natanti italiani alla Svizzera sulla carta non dovrebbe nemmeno avvenire".

Mozione al Governo federale

I toni, insomma, si sono accesi sulla costa ticinese del lago. Un’insoddisfazione cumulata che è sfociata in un atto parlamentare presentato il 30 novembre scorso dal deputato socialista di Gordola Bruno Storni e cofirmato anche dai colleghi liberali radicali Rocco Cattaneo e Alex Farinelli, dai popolari democratici Fabio Regazzi e Marco Romano, dal leghista Lorenzo Quadri e dal democentrista Piero Marchesi. 

Offerta ritenuta non all'altezza

Il servizio «perde gradualmente di qualità – si legge nella mozione interpartitica –, tanto che da tempo non raggiunge più gli standard richiesti per una regione turistica», ribadisce Storni che chiede dunque all'esecutivo federale di disdire la convenzione internazionale per la disciplina della navigazione sul Verbano e sul Ceresio, avviando di riflesso i negoziati per una nuova convenzione, con la relativa concessione, che preveda «una gestione separata del bacino svizzero del Lago Maggiore».

Da noi contattata, la Navigazione Laghi non si è per ora espressa in merito alle critiche rivoltele dal lato ticinese. La discussione, intanto, si sposta a Berna.


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