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Culle sempre più vuote, e l’impietoso confronto col resto d’Europa

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di Aldo Sofia

Baby-sboom? No, di più, molto di più. L’Istat certifica che il Bel Paese non soltanto fa sempre meno figli, come ormai accade da oltre un decennio, ma soprattutto segnala che nel 2014 la differenza fra nascite e decessi è arrivata a quota meno centomila. Saldo demografico negativo, dunque. Un primato. In effetti, non era mai accaduto dalla fine della prima guerra mondiale (quella del ’14-’18), che era costata all’Italia un milione e duecentoquarantamila morti. Oggi non si cade più sui campi di battaglia. Eppure le culle degli italiani sono ancora più vuote. Non solo crescita zero, ma sottozero.

Le cause di questo vistoso “disinvestimento” sui figli possono essere diverse. Contano anche il mutamento dei costumi e dei progetti famigliari; così come anni di denatalità creano ulteriore denatalità. Ma, avverte Alessandro Rosina, demografo e recente autore di uno specifico rapporto per l’Istituto Toniolo, “non è affatto vero che le giovani coppie non vogliono fare figli: semplicemente, ci rinunciano”. Per via della crisi economica, certo, e una disoccupazione giovanile che in diverse regioni si avvicina al 50 per cento non è sicuramente un incoraggiante viatico per rovesciare la tendenza; ma anche, se non principalmente, a causa dell’assenza quasi totale di una politica per la famiglia.

Su quest’ultimo punto, il confronto con la maggioranza dei paesi UE più industrializzati può risultare addirittura impietoso. Gli 80 euro per i primi tre anni decisi dal governo Renzi impallidiscono rispetto ad altre realtà continentali. Si possono fare molti esempi. Il più citato è quello della Francia, dove la crisi economica non è certo inferiore a quella italiana. Là, in Francia (ma il paragone con altre nazioni risulterebbe ancora più clamoroso) un sussidio di quasi mille euro viene garantito già al settimo mese di gravidanza per affrontare le prime spese. Poi, 80 euro mensili per le neo mamme, 130 a partire dal secondo figlio, e via crescendo se aumenta il numero dei bebè. In certi casi, sussidi anche dopo l’undicesimo anno di età. Dal prossimo 1° luglio, a causa dei tagli alla spesa pubblica, Hollande ha adottato un provvedimento molto controverso: soltanto 65 euro mensili per figlio, ma unicamente per una coppia con un reddito superiore ai ….6 mila euro. In un paese dove non mancano gli asili-nido pubblici, un’altra “piaga” del sistema Italia.

L’altra faccia della medaglia, la parallela e “inesorabile clessidra” dell’invecchiamento della popolazione. Una crescente massa di anziani che sempre più peserà su una minoranza di giovani produttivi. Allarme welfare. Anche perchè, sempre per la prima volta, anche il dato demografico degli immigrati è in calo. E nulla sembra segnalare la possibilità di un fiducioso rilancio demografico. Come avvenne invece dopo la Grande Guerra.

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