crisi coronavirus Più controlli sulle quarantene, "Situazione pericolosa"

Patrick Mathys, dell Ufficio federale di sanità pubblica.

Patrick Mathys, dell'Ufficio federale di sanità pubblica nel corso della conferenza stampa a Berna.

Keystone / Anthony Anex

Un aumento esponenziale dei contagi in Svizzera potrebbe verificarsi in modo "incredibilmente repentino", ha detto a Berna il direttore della sezione crisi e collaborazione internazionale presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) Patrick Mathys.

Il dirigente federale ha però aggiunto che per il momento non si osserva una chiara e sostenuta tendenza al rialzo delle infezioni. "Abbiamo tutto sotto controllo", ma la situazione, che è "pericolosa e stabile", non deve peggiorare, ha continuato Patrick Mathys.

Nuove infezioni

Secondo il responsabile dell'Ufsp, la Svizzera si trova in un'area di nuove infezioni: i casi aumentano, anche se non in modo drastico, il che non è molto confortante dal punto di vista epidemiologico ma anche i Paesi circostanti registrano fluttuazioni e hanno motivi di incertezza.

Berna intende soprattutto intensificare i controlli delle persone provenienti dai paesi ritenuti a rischio Covid-19 e che non stanno rispettando l'obbligo di quarantena in vigore da due settimane.

Il servizio del TG:


Il 10 per cento dei contagi registrati negli scorsi giorni, fa sapere l'Ufsp, è infatti d'importazione estera. A breve sarà inoltre aggiornata la lista dei 29 Stati per i quali è prescritto l'autoisolamento, con l'immissione di una decina di nuove nazioni.

Riguardo all'obbligo di indossare le mascherine sui mezzi di trasporti pubblici, in vigore nella Confederazione dal 6 luglio, non si può ancora dire se sia efficace o meno, ha proseguito Mathys ma questo supporto preventivo rimane "una delle misure per tenere sotto controllo l'epidemia".

Mascherine non conformi

A questo proposito l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI) e l'Assicurazione contro gli infortuni (Suva) hanno fatto sapere che oltre il 60% delle maschere sanitarie FFP in vendita in Svizzera non offre una protezione sufficiente e per questo motivo saranno adottati a breve divieti di commercializzazione e richiami.

UPI e Suva hanno infatti testato una sessantina di maschere di protezione delle vie respiratorie - acquistate prevalentemente online e recanti nella maggior parte dei casi l'indicazione KN95 - e gli esiti sono stati poco edificanti.

Contro chi ha immesso sul mercato elvetico delle maschere di protezione FFP inadeguate (da non confondere con le mascherine igieniche) sono già state avviate procedure amministrative, come precisa il TG:

Entro fine mese, ha precisato sempre l'Ufsp, saranno prese delle decisioni in merito alle donne in stato di gravidanza, che secondo alcuni studi manifestano particolari fragilità nei confronti del Covid-19, come si evince dall'articolo a lato.

Coppie binazionali

Sempre entro fine luglio sono attesi provvedimenti sui ricongiungimenti nelle coppie non sposate dove un partner proviene da paesi terzi. La questione è all'esame dei servizi federali e coinvolge la Segreteria di Stato della migrazione (Sem), l'Ufficio della sanità pubblica (Ufsp) e il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae).

La Sem ha preso contatti con l'Austria, la Danimarca e la Norvegia, che hanno già trovato una soluzione in merito.