Crisi politica boliviana Asilo politico in Messico per Evo Morales

L'ex presidente della Bolivia Evo Morales è decollato  verso il Messico, dove ha ottenuto l'asilo politico, nella notte tra lunedì e martedì. Intanto, il parlamento boliviano è stato convocato per decidere sulla successione e su eventuali nuove elezioni.

Morales con bandiera Messicana

Morales in una foto pubblicata dal ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard.

Keystone

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"Fratelli e sorelle, parto per il Messico", ha scritto Morales in un tweet, " mi duole abbandonare il Paese per ragioni politiche. Ma sarò sempre all'erta. Presto tornerò con più forza e energia".


Il capo dello Stato si è trovato sempre più isolato mentre la crisi politica nel paese accelerava e le manifestazioni e sciopero generale paralizzavano le attività da una decina di giorni. Il colpo finale l'hanno dato l'esercito e la polizia che l'hanno invitato a dimettersi "per il bene del paese". 

Le forze dell'ordine hanno in seguito subito arrestato la presidente del Tribunale supremo elettorale (Tsa) Maria Eugenia Choque e il suo vice, sospettati di aver truccato le elezioni tenutesi ad ottobre e che concedevano una vittoria di Pirro a Morales.

Gli abitanti di La Paz sono stati invitati a restare in casa, per evitare un'escalation dei già violenti scontri tra sostenitori e oppositori dell'ex presidente.


Intanto, i senatori e i deputati della Bolivia sono stati convocati per una seduta, alle 16:00 ora locale (le 21:00 in Svizzera), per discutere il da farsi, e forse per decidere nuove elezioni.

La convocazione è stata decisa dalla seconda vice presidente del Senato, l'esponente dell'opposizione Jeanine Anez Chavez, che secondo la legge è colei che deve succedere alla presidenza. 

Con Morales, infatti, si sono dimessi anche il suo vice, i presidenti di Senato e Camera e il primo vicepresidente del Senato, tutti membri del partito Movimento al Socialismo (Mas) dello stesso Morales.

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