Crisi di liquidità Onu al verde, a rischio i salari di dicembre

Veduta di un parco in riva al lago con grandi edifici, una bandiera dell Onu e la scultura di un globo

Al verde. "Ma non è una crisi di budget".

RSI-SWI

Migliaia di collaboratori delle Nazioni Unite potrebbero non ricevere lo stipendio di dicembre. Come anticipato dal segretario generale Antonio Guterres a inizio ottobre, nelle casse mancano 230 milioni: è una delle peggiori crisi di liquidità degli ultimi decenni per l'Onu, nella cui sede di Ginevra, per risparmiare, si è persino ridotto il numero di ascensori in servizio.

Al 15 novembre, ben 57 Stati membri non avevano ancora pagato per intero la propria quota 2019 destinata al segretariato generale dell'Onu. Tra di essi, anche due pesi massimi: Stati Uniti e Brasile.

"Questa non è una crisi di budget", sottolinea la direttrice della comunicazione all'Onu di Ginevra Alessandra Vellucci, ma di liquidità.

Indicate su un grafico, le quote dei maggiori contribuenti al budget dell Onu
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Guterres, in ottobre, aveva avvertito con una lettera oltre 37'000 collaboratori. In realtà, il ritardo nei versamenti non è un problema nuovo; semmai, anno dopo anno si acuisce.

Intanto, tra le critiche del presidente USA Trump e un'opinione pubblica sempre meno bendisposta verso il gigantismo di certe organizzazioni, le Nazioni Unite annunciano risparmi, anche se gli effetti a Ginevra paiono per ora limitati alla rinuncia alle sessioni serali e qualche ascensore fuori servizio.

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