Crisi coronavirus Gli USA sospendono i finanziamenti all'OMS

Il presidente statunitense Donald Trump ha sospeso martedì i finanziamenti del suo Paese all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) fino a quando gli stessi USA non avranno completato un attento esame su come l'agenzia speciale delle Nazioni Unite ha gestito la crisi del coronavirus.

Immagine di un edificio amministrativo con effigie dell OMS (chiari i simboli dell Onu e della salute); finestre in parte aperte

Quartier generale dell'OMS/WHO a Ginevra.

Keystone / Salvatore Di Nolfi

Benché non sia chiaro quando Trump abbia intenzione di interrompere i pagamenti né se abbia l'autorità per farlo, visto che sono autorizzati dal Congresso, le reazioni sono state immediate.

I democratici lo accusano di voler scaricare i suoi fallimenti sull'OMS, non senza il rischio di conseguenze. "Nel mezzo di un'epidemia globale, Trump vuole fermare i finanziamenti all'organizzazione incaricata di combattere le pandemie", attacca il comitato nazionale.

La sospensione dovrebbe durare dai 60 ai 90 giorni. Nel 2019, gli Stati Uniti hanno contribuitoLink esterno per circa il 15% al bugdet dell'OMS, con 400 milioni di dollari.

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Parole simili dal segretario generale dell'Onu: "Non è il momento di ridurre le risorse per le operazioni dell'OMS o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il coronavirus", ha dichiarato Antonio Guterres. "Ora è il momento dell'unità e perché la comunità internazionale lavori insieme in solidarietà per fermare questo virus e le sue conseguenze dirompenti. 

La decisione di Trump era nell'aria da almeno una settimana, la stessa in cui dai sondaggi ha cominciato ad emergere una disapprovazione degli americani su come la Casa Bianca ha gestito l'emergenza, mentre il presidente è sommerso dalle critiche per i suoi ritardi.

Critiche alle quali Donald Trump risponde appunto prendendo di mira l'OMS e "i suoi errori che sono costati molte vite umane. Ha fallito nei suoi compiti di base e deve essere ritenuta responsabile", ha dichiarato in un incontroLink esterno con la stampa durante il quale nessuno degli esperti sanitari della task force coronavirus ha preso la parola.

OMS "filocinese"

"L'epidemia poteva essere contenuta alla sua origine con pochi morti" ed evitando danni economici, ha dichiarato il presidente USA, che è tornato a definire l'OMS "filocinese" tanto da accettare passivamente i dati forniti dalle autorità di Pechino e ne ha evocato la "opposizione alle restrizioni ai viaggi dalla Cina e da altri Paesi". 

"Ha gestito male e insabbiato" la diffusione del coronavirus, prosegue Trump, che rivendica la sua decisione di chiudere i confini come determinante nella lotta al Covid-19.

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Nel suo discorso di oltre un'ora, il presidente ha ribadito la sua intenzione di riaprire al più presto gli Stati Uniti. Alcuni Stati potrebbero riaprire già prima del 1° maggio, ma la decisione -riconosce Trump- spetta ai governatori degli stessi, a seconda delle circostanze.

"Sentirò tutti e cinquanta i governatori", ha detto, elencando anche le molte aziende americane con cui si confronterà per la riapertura del Paese.

Quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Trump sull'OMS? La Radiotelevisione svizzera ne ha discusso con Roberto Bertollini, che ha lavorato in seno all'Organizzazione internazionale per 25 anni. 


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