Coronavirus e varianti Vulnerabili tutti vaccinati per fine aprile in Svizzera

Due donne e un uomo, molto distanti le une dall altro, a un tavolo di sala stampa; fondo completamente bianco.

Virginie Masserey (al centro) e Patrick Mathys dell'Ufficio federale della sanità pubblica insieme a Linda Nartey, medico cantonale bernese e vicepresidente della Conferenza dei medici cantonali.

Keystone / Peter Klaunzer

In Svizzera, i dati su contagi, ricoveri e decessi da Covid continuano a calare, ma non si può escludere un incremento delle infezioni nelle prossime settimane soprattutto a causa delle varianti del coronavirus. Sul fronte dei vaccini, le autorità sono convinte che nonostante le difficoltà nel procurarseli, entro fine aprile tutte le persone a rischio che lo desiderano avranno ricevuto almeno una dose.

È quanto è emerso martedì dalla consueta conferenza stampa degli esperti. Patrick Mathys, dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha premesso che i dati sulla variante inglese, quella più temuta al momento, sono ancora incompleti: difficile fare previsioni, regna molta "incertezza". Entro fine settimana le autorità dovrebbero però disporre di informazioni più precise.

Gli ultimi dati pubblicati dal Politecnico federale di Zurigo, ha spiegato, non indicano chiaramente il raddoppio ogni 10 giorni del numero di infezioni dovute alla variante inglese, come previsto all'inizio, tantomeno il raddoppio ogni settimana, come aveva ipotizzato lo stesso Mathys.

I dati provenienti da Ginevra, ha aggiunto, lasciano pensare che di tutti i casi confermati il 50% potrebbe essere dovuto alla variante britannica. Tuttavia, queste informazioni non possono essere estese a tutto il Paese, ha precisato. Attualmente, le varianti dovrebbero costituire il 26-27%, forse di più, del totale dei casi di infezione da Covid registrati.

Prudenza, e ancora prudenza

In generale, le cifre rese note martedì inducono a un prudente ottimismo, ma si auspicava una flessione più netta del numero di nuovi casi, ha chiarito Mathys, secondo il quale con un tasso di riproduzione che oscilla tra lo 0,88 e l'1 si va nella giusta direzione, ma la diminuzione non è abbastanza veloce.

L'alto funzionario ha glissato su alcune domande relative alle pressioni che il mondo economico e alcuni partiti muovono al Consiglio federale affinché allenti le misure, limitandosi a dire che il governo si trova di fronte a una "decisione difficile" e che gli esperti possono solo esprimere raccomandazioni sulla base delle informazioni a disposizione.

Vaccini

Virginie Masserey, responsabile del controllo delle epidemie presso l'UFSP, ha da parte sua dichiarato che la campagna vaccinale prosegue, seppur con problemi nelle forniture: quasi 550'000 persone hanno ricevuto l'iniezione e 100'000 anche la seconda dose di uno dei due vaccini autorizzati finora in Svizzera, Moderna e Pfizer/BioNTech.

Con 6,3 dosi ogni 100 abitanti, la Svizzera è preceduta in Europa solo da Regno Unito e Danimarca. L'obiettivo resta quello di immunizzare tutte le persone che lo desiderano entro l'estate.

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Più letale?

La variante britannica è dunque la maggiore preoccupazione. Lo è perché più contagiosa. Gli esperti dell'UFSP escludono però, almeno per ora, che si tratti anche di una variante più letale, nonostante uno studio britannico sembri indicare il contrario. Il servizio in questo articolo.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 16.02.2021)

  

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