Navigation

I passaporti vaccinali dividono l'Europa

La Germania [foto] non intende concedere alcun allentamento a livello statale. Keystone / Matthias Balk

I governi d'Europa sono divisi sull'introduzione dei corona-pass, documenti che attestino l'avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 per facilitare gli spostamenti durante le vacanze. Alcuni Paesi ne hanno annunciato il lancio, mentre altri preferiscono attendere di verificare l'efficacia dei vaccini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2021 - 22:46

I più favorevoli al passaporto per immuni sono i Paesi nordeuropei e quelli preferiti dai turisti come Spagna, Grecia e Italia. In Islanda, Paese che non fa parte dell'UE ma rientra nell'area Schengen e negli ultimi anni ha avuto un boom di visitatori, i pass sono già in uso da fine gennaio e consentono, a chi li presenta all'arrivo, di evitare la coda per il test. La Polonia ha creato un'app dove chi è stato vaccinato può registrarsi ed evitare la quarantena all'arrivo.

L'Ungheria ha annunciato l'emissione di un documento che certifichi la vaccinazione, la guarigione dal Covid o la presenza di anticorpi nel sangue. Un progetto simile è stato lanciato in Estonia, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I viaggiatori che all'arrivo nel Paese mostreranno un certificato di vaccinazione o un test sierologico saranno esentati dalla quarantena.

Danimarca e Svezia sono pure vicini all'introduzione di un corona-pass, che intendono impiegare non solo per i viaggiatori ma anche a livello locale per ristoranti, concerti e altri eventi culturali.

Contenuto esterno

La Grecia, che aveva proposto alla Commissione europea di creare un certificato UE, si è intanto mossa autonomamente e ha stretto un accordo con Israele, che permette a chi è già vaccinato di viaggiare liberamente nei rispettivi Paesi.

Contrari o attendisti sono Francia, Belgio e Germania. Il ministro della Sanità francese Olivier Véran ha sottolineato che ancora non si sa se il vaccino anti-Covid impedisce il contagio. La vicepremier belga Sophie Wilmès ha auspicato che si attenda un "accesso universale ai vaccini" per non creare discriminazioni. La Germania non intende concedere allentamenti a livello statale, tuttavia non esclude un uso del pass nel settore privato.

Intanto, venerdì, una società di Lugano ha lanciato quello che ha definito primo passaporto vaccinale digitale in Svizzera. Uno strumento che, tecnicamente, funziona alla perfezione ma che sarà totalmente inutile fino a quando le autorità non approveranno, se lo faranno, il principio di un 'pass' per accedere ad eventi culturali, ricreativi o sportivi e aerei.

Contenuto esterno

Nel servizio RSI, la presentazione dello strumento, l'avviso dell'Ufficio federale della sanità pubblica e la reazione dell'associazione dei consumatori.

Contenuto esterno

tvsvizzera.ir/ATS/ri con RSI (TG del 12.02.2021)


Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

I commenti a questo articolo sono stati disattivati. Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.