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Burqa, dopo il Ticino anche in Lombardia c'è chi vorrebbe il divieto

Non solo burqa e niqab keystone

Depositata una mozione urgente al Consiglio regionale – Varese pensa ad un’ordinanza

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2015 - 16:47

Il canton Ticino ha ufficialmente vietato l'uso del burqa e del niqab nei luoghi pubblici e ora, a pochi giorni dal voto in Gran Consiglio, diversi politici Lombardi vorrebbero che pure la regione si attivasse in tal senso. Prima fra tutti Lara Magoni, consigliera eletta con la lista Maroni, che ha depositato una mozione urgente per impegnare il Governo Lombardo a chiedere a quello nazionale di "aggiornare le norme vigenti rispetto alla mutuate esigenze di ordine pubblico, prevedendo il divieto concreto di indossare qualsiasi indumento o mezzo di dissimulazione e travisamento del volto".

Anche Varese si sta muovendo in tal senso, ma il sindaco Attilio Fontana (Lega Nord) pensa piuttosto ad un'ordinanza dall'applicazione "piuttosto veloce".

La norma ticinese

La legge approvata dai deputati ticinesi non si riferisce specificatamente agli indumenti indossati da alcune donne di fede musulmana, ma vieta più in generale la dissimulazione del viso negli spazi pubblici: anche indossare per strada un semplice passamontagna sarà dunque vietato.

ludoC

Dall'archivio della RSI

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