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Berna cerca centrali elettriche di riserva

Una riserva da 300 megawatt che però non è sufficiente. Keystone/ Valentin Flauraud

Il Consiglio federale, in vista della crisi energetica che si profila il prossimo iverno, è alla ricerca di impianti che possano assicurare una riserva di 300 megawatt.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 agosto 2022 - 20:45
tvsvizzera.it/mrj

Crescono le preoccupazioni sulla possibile scarsità di energia il prossimo inverno e il Consiglio federale è alla ricerca di centrali elettriche di riserva. Una misura che si aggiunge a quelle già adottate, ma che in caso di emergenza potrebbe comunque non essere sufficiente secondo gli esperti del settore e secondo il mondo economico.

Non è ancora noto quali e dove saranno queste centrali, ma quel che è certo è che la Confederazione dovrà trovare entro febbraio 2023 un accordo con i gestori di questi impianti per avere una riserva ulteriore di 300 megawatt, ossia un potenziale pari all'80% della centrale nucleare di Mühleberg, che è stata disattivata.

Per economiesuisse quella di oggi è una buona notizia che, però, in caso di penuria, non risolverebbe il problema: "Possiamo dire che vediamo la terraferma, ma è ancora lontana. L'economia oggi è più tranquilla, ma ci sono molti problemi legati all'offerta e alla disponibilità di elettricità in inverno, che ancora non sono risolti”, ha dichiarato ai microfoni della Radiotelevisione svizzera Alexander Keberle, responsabile del settore energetico per l’organizzazione mantello dell’economia elvetica.

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Come anticipato qualche giorno fa dal domenicale SonntagsZeitung, le centrali di riserva che si stanno cercando potrebbero - eccezionalmente - funzionare con olio combustibile. La Confederazione sta inoltre valutando di utilizzare anche dei generatori di emergenza come riserva elettrica.

Secondo lo scenario peggiore ipotizzato dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), in inverno potrebbero pero mancare 6’000 megawatt, il che fa pensare che i 300 annunciati oggi sono troppo pochi, ma i fattori che entrano in gioco sono diversi, secondo Urs Meister, direttore di ElCom: “Quanta energia potrà essere ancora importata in Svizzera dagli altri Paesi? E in particolare: quanto gas? E quante centrali nucleari francesi saranno in funzione? Inoltre, molto dipenderà dalle disponibilità di energia nella Confederazione, anche di quella nucleare. La decisione odierna sugli impianti di riserva contribuirà comunque a rendere più resistente il nostro sistema”.

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