Navigation

Abusi, condannata ex suora a Busto Arsizio

tipress

Per la corte sottopose a violenza sessuale una parrocchiana, morta suicida nel 2011

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 dicembre 2015 - 14:58

È stata condannata a 3 anni e 6 mesi di carcere per violenza sessuale l'ex suora che era accusata di aver abusato per anni di una ragazza, morta suicida nel 2011. Il Tribunale di Busto Arsizio l'ha invece assolta dalle imputazione di stalking e violenza privata. Una sentenza più mite rispetto alle richieste dei PM che avevano proposto una sanzione di 9 anni e 9 mesi.

I giudici hanno inoltre condannato l'imputata a un risarcimento di 50'000 euro ai famigliari della vittima mentre hanno escluso la responsabilità civile da parte della congregazione religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla quale apparteneva la donna. Gli abusi, emersi dai diari della giovane e da numerosi sms, email e lettere inviate dall'ex religiosa 55enne, iniziarono nell'oratorio della parrocchia di Sant'Edoardo quando la vittima aveva 12 anni.

La condannata, che in seguito alle indagini aveva rinunciato ai voti ed era stata momentaneamente trasferita in una scuola nel Milanese, ha successivamente subito gli arresti domiciliari ed è stata anche rinchiusa nel carcere psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Vanamente i difensori, che hanno annunciato ricorso in appello, hanno cercato di porre l'accento sulla natura consenziente dei rapporti tra le due donne, circostanza questa che escluderebbe secondo la loro tesi gli abusi.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.