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Strage di Rupperswil, alto rischio di recidiva per l’autore

Thomas N., lo svizzero di 34 anni reo confesso a processo per la strage di Rupperswil (Argovia) perpetrata nel dicembre del 2015, è stato interrogato nel pomeriggio dal presidente del Tribunale distrettuale di Lenzburg, al quale ha detto di aver pianificato il suo crimine per soldi e solo in un secondo tempo è prevalso nella sua mente il movente sessuale.

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L’ex allenatore di una squadra giovanile di calcio, che ha legato e ucciso quattro persone (una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l’amica del primogenito) in una casa di Rupperswil data alle fiamme dopo aver abusato di una delle vittime di 13 anni, ha raccontato in aula la sua vita, descrivendo anche i suoi istinti pedofili. L’imputato ha poi ripercorso con lucidità e in modo dettagliato le varie fasi del suo delitto.      

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In mattinata il processo si era aperto con la presentazione di due perizie psichiatriche indipendenti secondo le quali il 34enne, che avrebbe un disturbo della personalità di tipo narcisistico e sono state diagnosticate tendenze pedofile conclamate, non è da considerare refrattario a una terapia. Ma entrambi gli studi concordano sul fatto che esiste un alto rischio di recidiva.

Per il direttore dell’Istituto di psichiatria forense dell’Università di Zurigo Elmar Habermeyer, Thomas N. era “pienamente imputabile” al momento dei fatti dal momento che era cosciente di andare contro la legge ed ha pianificato le sue azioni nei minimi particolari.

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