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La grande truffa attorno alle opere di Modigliani

Rudy Chiappini, allora direttore del Museo d Arte moderna della città di Lugano, posa con un opera di Modigliani.
Nella foto d'archivio del 1999, Rudy Chiappini, allora direttore del Museo d'Arte moderna della città di Lugano, posa con un' opera di Modigliani. Keystone / Donato Morello

Nuovi sviluppi nella vicenda dei "falsi Modigliani". Un gruppo attivo fra New York, l’Italia e Lugano avrebbe infatti piazzato copie di opere dell'artista toscano nelle esposizioni di mezzo mondo per farne lievitare i prezzi. 

È quanto emerge da un blitz dell’FBI e dalle carte dell’inchiesta sulle opere false dell’artista esposte a Genova nel 2017.

Sull’esposizione a Palazzo Ducale c’è una indagine in corso per truffa, falso e contraffazione di opere, che coinvolge sei persone. Tra loro anche Rudy Chiappini, direttore dei servizi culturali della città di Locarno, che respinge tutte le accuse e ribadisce la sua estraneità alla vicenda dei “falsi Modigliani”.

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Contattato dalla RSI, l’interessato dichiara inoltre, come aveva già fatto a suo tempo, di non essere mai stato interrogato dagli inquirenti e che nessuna opera al centro dell’inchiesta sia mai stata autenticata da lui. Anzi, tutte le opere esposte avevano già una loro storia, sia espositiva che bibliografica.

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