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Giallo nella Bahnhofstrasse La vicenda Khan costa il posto a due dirigenti di Credit Suisse

Il direttore operativo e il responsabile della sicurezza di Credit Suisse lasciano la banca con effetto immediato. La loro colpa? Aver sorvegliato il top manager Iqbal Khan, dopo che quest'ultimo aveva annunciato il passaggio alla concorrente UBS.

Tidjane Thiam

Tidjane Thiam, alla testa di Credit Suisse dal marzo 2015, è stato scagionato dall'inchiesta interna della banca.

(Keystone / Peter Foley)

Il patron di Credit Suisse Tidjane Thiam resta al suo posto. Dall'inchiesta interna commissionata dal consiglio di amministrazione della banca allo studio legale Homburger non sono infatti emerse prove secondo cui l'amministratore delegato fosse stato a conoscenza del pedinamento di Khan.

Stando al rapporto pubblicato martedìLink esterno, all'origine della vicenda vi sarebbe il direttore operativo di Credit Suisse Pierre-Olivier Bouée, che avrebbe chiesto al responsabile della sicurezza Remo Boccali di sorvegliare Iqbal Khan. Quest'ultimo sino a fine giugno era stato responsabile della gestione patrimoniale di Credit Suisse e da oggi primo ottobre ricopre la stessa funzione presso UBS, l'altro gigante bancario svizzero.

Bouée si è assunto la responsabilità e ha presentato le sue dimissioni al consiglio d'amministrazione, che "le ha accettate con effetto immediato".

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Caso Credit Suisse-Khan, due dirigenti della banca si dimettono

Una misura "errata e disproporzionata"

Durante la conferenza stampa, il cda Urs Rohner ha dichiarato di ritenere corretto che una banca applichi delle misure appropriate per salvaguardare i propri interessi, anche quando un dirigente lascia la società. Tuttavia, ha deplorato quanto accaduto e ha sottolineato che la sorveglianza di Khan era un provvedimento "errato e disproporzionato", che ha causato gravi danni di immagine all'istituto.

Alla domanda se ritiene credibile che i vertici della banca fossero all'oscuro di quanto stesse accadendo, Rohner ha risposto che "non vi è assolutamente alcuna prova" che Thiam fosse al corrente e ha riaffermato il sostegno del cda nei suoi confronti.

Detective privati

La vicenda è venuta a galla a metà settembre. In pieno centro di Zurigo Iqbal Khan e la moglie notano un'auto che li ha probabilmente seguiti da quando sono partiti dalla loro casa di Herlliberg, il comune sulla cosiddetta 'Goldküste' (la costa d'oro, vista la popolazione molto benestante che vi risiede) zurighese.

Iqbal Khan

Iqbal Khan, 43 anni, è considerato uno dei manager più brillanti in ambito bancario in Svizzera.

(Reuters / Arnd Wiegmann)

Quando si ferma per parcheggiare, Khan si avvicina all'altra auto, per fotografare la targa. Un uomo si avvicina quindi al banchiere, ordinandogli di consegnargli il telefonino. Khan rifiuta e chiede aiuto. L'uomo e i suoi due complici fuggono a bordo della loro auto. Rapidamente, grazie alle foto scattate da Kahn, la polizia ritrova i tre uomini e procede al loro fermo.

I tre si rivelano essere dei detective privati, che confessano di essere stati assunti da Credit Suisse. La banca avrebbe voluto controllare che Khan non convincesse altri banchieri dell'istituto a seguirlo presso UBS.

Tensioni tra Khan e Thiam

Da quel momento il caso si è gonfiato attraverso rivelazioni dei media, che hanno riferito di tensioni esistenti da tempo fra Khan e Thiam. Il braccio di ferro avrebbe anche i contorni di una diatriba di vicinato - hanno entrambi ville a Herrliberg, adiacenti una all'altra - con l'amministratore delegato che, a quanto sembra, si sarebbe lamentato persino con il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner per il rumore provocato dai lavori di ristrutturazione del vicino.

Non manca nemmeno l'elemento femminile: la tensione accumulata avrebbe portato a una lite durante una cena nel gennaio scorso, quando Khan avrebbe anche mancato di rispetto alla fidanzata del suo superiore (che è separato dalla moglie), rea a quanto sembra di aver piantato degli alberi che toglievano al 43.enne la vista sul lago di Zurigo. Stando a taluni i due dirigenti bancari sarebbero quasi venuti alle mani. Tutti questi particolari sono solo ricostruzioni giornalistiche non confermate, ma hanno portato anche i grandi media finanziari internazionali a interessarsi ampiamente del caso.

tvsvizzera.it/mar con RSI (TG dell'1.10.2019)

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