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Una visita a Expo Astana 2017

Astana ospita quest’anno Expo 2017, che si concluderà il prossimo 10 settembre. In Europa non si è parlato molto della “sorellina” di Expo Milano 2015, ma sia Svizzera che Italia sono presenti con i loro padiglioni. Vi proponiamo dunque una breve visita dell'esposizione, nel caso in cui non abbiate avuto il tempo di andare fino in Kazakistan.  

Per chi è abituato ad essere circondato dall’abbraccio visivo delle montagne, come la maggior parte degli svizzeri, atterrare ad Astana è un po’ come atterrare su un altro pianeta. La steppa, piatta e priva di alberi, si estende fino all’orizzonte, e rende il cielo l’indiscusso protagonista del paesaggio.

La capitale kazaka è stata scelta per ospitare Expo 2017Collegamento esterno, ed è proprio con il sito dell’esposizione mondiale che la città si presenta agli occhi del turista in arrivo dall’aeroporto internazionale. Turista che, oltre a sentirsi su un altro pianeta, può avere anche la sensazione di essere arrivato “in una galassia lontana lontana”. Non è infatti difficile immaginare perché il padiglione nazionale kazako, enorme sfera che troneggia al centro del sito, sia stato soprannominato “la Morte Nera”, come la stazione spaziale dell’Impero dei film di Guerre Stellari.

Tuttavia, gli audaci edifici che ospitano i padiglioni non stonano con il resto della futuristica città, diventata capitale nel 1998 per volontà del presidente Nursultan Nazarbaev e artificiale quasi quanto la stessa Expo. 

Astana cresce a vista d’occhio. Ovunque si volge lo sguardo, si vedono dei cantieri. Nel 2015, più di due chilometri di steppa separavano l’ultimo edificio della città dal luogo dell’esposizione. Oggi Expo è stata raggiunta dai palazzi ed è pronta a diventare un altro nuovo quartiere.

Questa febbre dell’edilizia però, non sembra essere la risposta a un reale bisogno di spazio da parte della popolazione. Sono poche (perlomeno agli occhi del nostro turista svizzero) le luci accese la sera nei palazzi, poche le persone che passeggiano in strada o si rilassano nei parchi. Astana, dove attualmente vivono 830’000 persone, assomiglia a un bambino a cui è stato dato un vestito di parecchie taglie più grande del necessario, nella speranza che un giorno i vuoti saranno riempiti. 

La residenza presidenziale ad Astana.
La residenza presidenziale di Nursultan Nazarbaev. tvsvizzera

La coerenza delle contraddizioni

Ma torniamo a Expo. Il tema quest’anno è “Future Energy”, l’energia del futuro. La scelta di organizzare la manifestazione in Kazakistan, la cui ricchezza proviene dai giacimenti di gas e petrolio, può sembrare strana, specialmente per il nostro turista proveniente dalla Svizzera, paese che ha recentemente deciso di spegnere nei prossimi anni le proprie centrali nucleari. Per lui, infatti, “energia del futuro” equivale a dire “energie rinnovabili”.

Visitando Expo 2017 ci si rende però conto che non per tutti è così.

Mentre la ConfederazioneCollegamento esterno mostra i suoi progetti pionieristici nel campo dell’energia solare (dalla capanna del Monte RosaCollegamento esterno, passando per Solar Impulse e Solar Stratos) o come preparare un rösti in modo “sostenibile”, la RussiaCollegamento esterno sfoggia centrali atomiche galleggianti ed efficienti metodi di ricerca ed estrazione di petrolio e gas nell’Artide. 

E come McDonald’s era presente a Expo 2015, dove si parlava di cibo, ad Astana troviamo il padiglione della Shell. 

ll “Nutrire il pianeta” di Milano era stato sfruttato da molti paesi per presentare le proprie specialità culinarie. Il “living Ocean and Coast” di Yeosu 2012, in Corea del Sud, è stato un pretesto che tanti padiglioni avevano usato per attirare potenziali turisti grazie a immagini da cartolina. 

L’impressione che una rapida visita ad Expo 2017 lascia, è che questa volta il tema sia stato affrontato dalla maggior parte dei paesi con più serietà, a cominciare dal dettagliatissimo padiglione tedescoCollegamento esterno fino alla delirante macchina austriacaCollegamento esterno che prende vita grazie agli sforzi dei visitatori, passando per la suggestiva celebrazione delle grandi menti scientifiche del padiglione italianoCollegamento esterno.

Expo, come successo a Milano, rimane un grande luna park denso di contraddizioni, prima fra tutte l’utilizzo di così tante risorse ed elettricità per parlare di risparmio energetico. Questo modello di manifestazione è, secondo molti, un inutile spreco che lascia il tempo che trova. D’altro canto è innegabile che il vero impatto di Expo ha luogo dietro le quinte. Per i giovani kazaki assunti dalla Svizzera e da molti altri paesi, l’esperienza di lavoro in un contesto così internazionale è preziosissima e unica.  E mentre le mascotte ballano davanti ai visitatori, importanti delegazioni hanno incontri formali e informali che potrebbero essere il seme di grandi cambiamenti per il paese ospitante.



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