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Vittime del freddo Roma, le gelide notti dei tremila senzatetto

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Il Comune, il Vaticano e numerosi volontari corrono in aiuto dei senzatetto di Roma. Nella capitale ne vivono tremila, e nei giorni in cui il centro e sud Italia sono alle prese con neve e gelo, rischiano la vita.

Sono notti gelide e infinite per Andrej, polacco, che da due anni vive sulla strada. Dorme in un giaciglio fatto di stracci e vestiti ammucchiati, quasi invisibile, sotto l’insegna luminosa di una banca.

“È meglio non pensarci, al freddo, altrimenti uno va più giù di quanto non stia già “, dice Angelo, che ha un passato da lavoratore in Svizzera. Poi il carcere, gli ospedali psichiatrici e infine l’espulsione: gli è rimasta la strada. "Dormo in un sacco a pelo", spiega al giornalista della RSI, "per un periodo sono stato in una comunità terapeutica ma poi sono uscito perché mi piace la libertà".

Nella Trastevere che la movida romana nemmeno immagina, sotto ponti affollati e lungo strade buie, operano i volontari della Croce Rossa italiana.

“Cerchiamo di dare un supporto morale, sociale, psicologico “, spiega  una di loro, Federica Mastronardo. “È quello che noi chiamiamo inclusione sociale, farli sentire parte di un insieme. Che non sono soli“.

Assistenza medica, distribuzione di coperte, sacchi a pelo e bevande calde: il gelo costringe la Croce Rossa agli straordinari.

La Città, da parte sua, ha aperto alcune stazioni della metro e offerto nuovi posti letto. Anche il Vaticano è in prima linea. Ma non tutti i senzatetto ne approfittano per lasciare la strada. All'invito ad occupare le strutture d'accoglienza rispondono spesso così: "Questa è casa mia".

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 11.01.2017)

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