Navigation

Violenza sulle donne, un fenomeno che resta sommerso

tvsvizzera

Un'associazione a Roma offre interventi chirurgici gratuiti per cancellare i segni delle violenze subite dalle donne, che restano un problema grave. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2021 - 09:00
Enrico Marra

Cinzia vive in provincia con sua figlia, il cane e il gatto, è riuscita a uscire dalla morsa del marito violento che la picchiava, mandandola in ospedale, grazie all’aiuto dell’associazione antiviolenza Differenza Donna, dopo un calvario durato anni, un periodo buio e doloroso della sua vita, in tutti i sensi.

Troppo spesso le donne vittime di violenza non riescono a denunciare i loro aguzzini. Lo spaesamento, l’annichilimento e l’auto-colpevolizzazione, oltre alla paura, tengono troppe donne oppresse in silenzio. In poche riescono a denunciare le violenze alle autorità di polizia.

Quest’anno le denunce di maltrattamenti sono state circa ottocento, a fronte di oltre duemila chiamate al 1522, il numero anti violenza.

Tra le donne che trovano il coraggio di denunciare, una percentuale ancora inferiore riesce a risolvere il problema definitivamente, e a rifarsi una vita.

Il tema è caldo in questo periodo in cui in Italia. Quarantasette donne sono morte per mano di uomini quest’anno, al ritmo di una ogni cinque giorni.

I centri antiviolenza hanno ricevuto il doppio delle richieste di aiuto rispetto allo scorso anno.

La Questura di Roma ha recentemente avviato un progetto per la prevenzione della violenza di genere, denominato “Scudo”.

Il protocollo si propone di includere nelle banche dati centralizzate, tutte le segnalazioni che riconducono a situazioni di violenza di genere o maltrattamenti in famiglia, anche quando non si presentano agli agenti come fatti criminosi evidenti.

Tuttavia, è necessario formare gli agenti e il personale amministrativo, per dotarli di quegli strumenti culturali per orientarsi nel complesso tema della violenza di genere. Specializzazione che attualmente posseggono esclusivamente i centri antiviolenza e le associazioni per la tutela delle donne.

Solo nella città di Roma, le donne che vivono sotto protezione nei centri antiviolenza sono circa cento. Molte di più sono quelle assistite a distanza.

L’associazione Secondo cuore Onlus, fondata dal chirurgo plastico Giulio Basoccu, offre un servizio, tutto nuovo, alle donne che hanno subito le aggressioni più gravi e che ne portano i segni.

Il professor Basoccu, con interventi chirurgici gratuiti, si offre di cancellare, per quanto possibile, dal corpo delle sue assistite le tracce della violenza subita. Una prestazione che potrebbe essere molto costosa, anche perché non prevista tra gli obblighi del Sistema sanitario nazionale.

Un aiuto, anche in questo caso, per tentare di voltare pagina. L’unica raccomandazione del professore è di trovare il coraggio di denunciare.

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.