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Strage in una sinagoga a Pittsburgh

Un altro grave episodio, dopo la vicenda dei pacchi bomba, sta turbando la vigilia delle elezioni di metà mandato (Midterm) negli Stati Uniti.

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A Pittsburgh, in Pennsylvania, un uomo descritto come dai media locali come un 46enne bianco di corporatura robusta e con la barba è entrato nella sinagoga The Tree Life della città industriale statunitense e ha aperto il fuoco.

Secondo le prime parziali informazioni l’attentatore, armato con un fucile modello AR-15 e diverse pistole, avrebbe urlato “tutti gli ebrei devono morire” prima di sparare ai presenti. All’arrivo della polizia ha tirato anche su tre agenti ma è stato ferito prima di essere catturato dalle forze dell’ordine. Il killer, che risulterebbe essere un assiduo frequentatore di siti dell’ultradestra, è piantonato all’ospedale dove è stato ricoverato. 

Secondo quanto riferisce la Cbs, che ha citato fonti di polizia, almeno undici persone sono rimaste uccise nella sparatoria e numerose altre ferite ma il bilancio è destinato a inevitabilmente destinato a peggiorare nelle prossime ore.

Il presidente Donald  Trump, secondo cui il numero dei morti sarà molto più alto di quanto previsto inizialmente, ha detto che “l’odio negli Stati Uniti è una cosa terribile e occorre fare qualcosa”, che nella sua visione significa, come ha in seguito specificato, “rafforzare le nostre norme sulla pena di morte” e guardie armate in ogni angolo del paese.

Intanto anche la polizia di New York ha provveduto a rafforzare le misure di sicurezza nelle sinagoghe della metropoli.

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