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Una truffa dietro la morte dello chef Violier?

Le rivelazioni di "Bilan" però non trovano per il momento conferme autorevoli

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2016 - 21:36

Potrebbe esserci una truffa da centinaia di migliaia di franchi dietro alla morte di Benoît Violier, il celebre chef svizzero che si è tolto la vita una settimana fa all'età di 44 anni.

A sostenere questa audace tesi è la rivista "Bilan", secondo cui Violier sarebbe stato raggirato da una società vallesana che lo avrebbe convinto ad investire ingenti somme in vini pregiati, mai recapitati, provocando un ammanco di 2 milioni di franchi nei conti del ristorante in cui era attivo e che grazie a lui era stato insignito della terza stella (massimo riconoscimento) sulla guida Michelin.

Notizie però non confermate né dai proprietari dell'Hôtel de Ville di Crissier (Canton Vaud), né dalla locale Procura, secondo la quale il nome di Benoît Violier non figura in nessun'inchiesta in corso. Resta il mistero di una morte per molti aspetti inspiegabile, avvenuta nel momento di massimo successo per il rinomato chef. In dicembre la giuria de La Liste, organo designato dal Ministero francese degli esteri, aveva definito proprio l'Hôtel de Ville de Crissier migliore ristorante al mondo.

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