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Una famiglia svizzera che fece grande Napoli

Il Castel Nuovo di Napoli conosciuto anche come Maschio Angioino. Keystone / Ciro Fusco

A fine Settecento non erano pochi i nord europei che si facevano attirare dal clima (e dagli incentivi economici) del Regno di Napoli. Tra questi, una famiglia svizzera, i Meuricoffre, che trasferendosi nella capitale del Regno diede inizio a una delle dinastie straniere più longeve della città.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 ottobre 2021 - 13:00
Mario Messina, RSI News

La presenza dei Meuricoffre Link esternoa Napoli è datata 1760 quando Frederic-Robert lasciò Grenoble, in Francia, per trasferirsi nella capitale del Regno dei Borboni. Il fiorire dei suoi affari lo spinse a chiedere al nipote Jean-George di raggiungerlo. Fu quest’ultimo il padre dei primi Meuricoffre veramente napoletani – Achille, Giorgio e Augusto – che portarono poi all’allargamento della famiglia.

Sebbene gran parte dei Meuricoffre napoletani furono attivi nel settore bancario e industriale, molti di loro non disdegnarono la carriera diplomatica. Per 150 anni i Meuricoffre ricoprirono il ruolo di consoli svizzeri presso il Regno.

La grande dinastia napoletana si estinse nel 1962 con la morte di Beatrice Meuricoffre. Con la morte nel 1998 di Pietro Gruber, figlio dell’ultima Meuricoffre, non esistono più discendenti diretti della famiglia che per due secoli ha contribuito a fare la storia della città di Napoli.

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