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Tutti commissari tecnici Fantacalcio, quando la passione supera la realtà

Per tutti coloro che hanno sempre sognato di essere il "citì" di una squadra calcio, il gioco del Fantacalcio è lo sfogo perfetto. Nato in Italia alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, il gioco ufficiale della Gazzetta dello Sport coinvolge ogni anno tra le 90 e 100mila squadre. Nei cosiddetti campionati privati, almeno 10 volte tanto. In Ticino gli appassionati sono moltissimi come anche nelle comunità italiane della Svizzera. E per aiutare i tanti appassionati abbiamo chiesto al responsabile del fantacalcio della Gazzetta dello Sport di darci alcuni suggerimenti…

Il tutto nasce dalla mente di Riccardo AlbiniLink esterno, appassionato di statistiche sportive. Alla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti, soprattutto nel baseball, le statistiche per ogni singolo giocatore sono infinite. Nascono così dei giochi che si basano proprio su queste statistiche. In Italia il calcio è passione ma le statistiche mancano. Al di là dei gol fatti o subiti, dei cartellini gialli o rossi, non ci sono molti altri dati per creare un gioco. È così che Albini pensa di aggiungere il voto dato a ogni singolo giocatore dalla Gazzetta dello Sport che allora più di oggi era il giornale di riferimento degli appassionati di calcio. Nasce così il fantacalcio.

Ma come funziona? 

Per chi già conosce il gioco ogni spiegazione è superflua. Per chi non lo conosce, spiegarlo è davvero difficile. Ma ci proviamo.

La Gazzetta Link esternopubblica ogni inizio campionato la lista dei giocatori della Serie A italiana con i rispettivi ruoli e il relativo costo. Ogni giocatore sceglie da questa lista 3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 6 attaccanti. Ma come nella realtà, i soldi non sono infiniti, bensì sono uguali per tutti. Sta nella bravura del citì fare una rosa equilibrata con i soldi a disposizione.

Prima di ogni turno di campionato il citì schiera la propria formazione, scegliendo dalla sua rosa ad esempio il portiere, 4 difensori, 3 centrocampisti e 3 attaccanti. Ma i moduli come nel gioco vero sono tanti e ci si può sbizzarrire. Alla fine di ogni turno di campionato il calcolo del punteggio lo si farà sommando il voto di ogni singolo giocatore dato dalla Gazzetta dello Sport con i diversi bonus e i malus: i gol fatti, i gol subiti dal proprio portiere, ammonimenti o espulsioni. Ma contano anche gli assist e i rigori fatti o sbagliati… Naturalmente vince chi totalizza più punti.

Campionato ufficiale

Come detto la Gazzetta dello Sport organizza un suo campionato "Magic": basta iscriversi sul sito della gazzetta, comperare i giocatori con i “fantamilioni” (uguali per tutti) e schierare la propria formazione. In questo caso ogni anno ci sono almeno 90mila squadre che si contendono il titolo. E il primo premio quest’anno è una Jaguar XF.

Campionati privati

Ma la vera forza di questo gioco è quella di coinvolgere soprattutto le cosiddette leghe private. Ovvero 8, 10 o 12 amici creano un proprio campionato. In questo caso i giocatori vengono acquistati con le famose aste. I “fantapresidenti” o “fantallenatori” si trovano in privato, normalmente in una di queste serate calde di fine agosto, e fissano i soldi a disposizione per ogni fantallenatore. Con questi soldi si comperano all’asta i 23 giocatori (3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 6 attaccanti). E qui le insidie e difficoltà sono immense… Proprio per questo abbiamo chiesto al responsabile del fantacalcio della Gazzetta, Marco Guidi, di darci alcuni suggerimenti. Anche perché pure nel caso delle leghe private valgono le regole fissate dal fantacalcio della Gazzetta. 

Un'asta perfetta

Per chi non avesse ancora organizzato la propria asta, ecco allora l’11 perfetto di Maro Guidi, responsabile come detto del fantacalcio della Gazzetta. Ma attenti, il calcio non è una scienza. E soprattutto al momento dell’asta non lasciatevi influenzare dalla passione per la vostra squadra del cuore. In questo caso si può tradirla e comprare giocatori anche della squadra che proprio non sopportate.

All’estero la passione è la stessa

Il gioco del fantacalcio esiste anche in altri paesi. Con delle differenze anche importanti ma lo spirito rimane lo stesso. Poco importa se si chiama “Tormanager” oppure “FantasyLink esterno”, "ComunioLink esterno"o chissà con quale altre nome. Quello che resta uguale è la passione per il calcio, la conoscenza o presunta tale dei giocatori e quella piccola presunzione di essere i citì migliori.

Una cosa è certa. Chi inizia a giocare, vive in modo totalmente diverso le domeniche calcistiche: si è infatti combattuti tra la squadra del cuore e la propria fantasquadra. Capita allora, come a me, di essere dispiaciuti della sconfitta dell’Inter ma poco importa: i gol subiti da Handanovic sono stati realizzati da Insigne il mio attaccante della squadra di fantacalcio, che mi è costato una fortuna all’asta. Ma ne è valsa la pena.



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