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Freno in vista allo shopping oltreconfine?

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Il parlamento svizzero discute lunedì di una misura volta a limitare il turismo degli acquisti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2017 - 21:45
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 5.6.2017)

Oggi chi fa acquisti oltreconfine può importare merce per uso privato in Svizzera fino a 300 franchi senza dover pagare l’Imposta sul valore aggiunto. Il consigliere agli Stati dell’Unione democratica di centro Werner Hösli vorrebbe ridurre questa franchigia, portandola a 50 franchi.

La mozioneLink esterno, che sarà discussa lunedì dalla camera alta del parlamento elvetico, ha per obiettivo di frenare “il crescente turismo degli acquisti che danneggia in modo considerevole l'economia svizzera, in particolare il commercio al dettaglio, e mette in pericolo molti posti di lavoro”.

Nelle sue motivazioni, il ‘senatore’ del cantone Glarona ricorda anche che la situazione attuale crea una “disparità di trattamento fiscale a sfavore delle aziende svizzere”, poiché la persona che effettua acquisti oltreconfine può chiedere la restituzione intera dell’IVA estera, senza però che l’IVA svizzera per le merci importate diventi esigibile.

Il governo svizzero, che propone di respingere la mozione, ricorda dal canto suo che questo limite di 300 franchi, in vigore dal 2002, è stato introdotto per ridurre al minimo l’onere amministrativo legato alla riscossione dei tributi all’importazione.

E soprattutto che “il motivo del fiorente turismo degli acquisti non è da ricondursi all’importo del limite di franchigia, bensì al franco forte, alle differenze di prezzo con l’estero e agli orari di apertura dei negozi in parte più attrattivi”. 

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