Tradizione e innovazione Le famiglie del vino

Di Roberto Bottini e Leonardo Colla, RSI Falò
Cassetta di uva sotto filare di vigneto; si intravvede ampio vigneto oltre in ambiente collinare

Immagine d'archivio.

Keystone / Ti-press

Nella Svizzera italiana, come un po' ovunque in Europa, produrre vino è soprattutto un affare di famiglia. Genitori e figli devono darsi da fare per garantire il futuro dell'azienda, lavorando nella vigna, in cantina, o occupandosi delle vendite. Una sfida in un settore sotto pressione, cui Falò ha dedicato questo approfondimento.

Dai cambiamenti climatici al coronavirus, dal calo dei consumi alla concorrenza internazionale, dal bio alle vendite online: come se la cavano le famiglie del vino? Il settimanale della RSI ha cercato di capirlo seguendo -dalla vendemmia all’imbottigliamento- l'attività di alcune aziende ticinesi.

Le ricette per avere successo sono diverse: chi punta sulla vendita diretta e una clientela affezionata; chi ama sperimentare introducendo nuovi vitigni; chi ha giocato con convinzione quasi religiosa la carta della produzione biologica; chi infine punta sull'altissima qualità nella selezione delle uve e nell'assemblaggio del vino.

Il denominatore comune è la passione per questo lavoro che nel 2020, malgrado una vendemmia di ottima qualità, dovrà fare i conti con le conseguenze della pandemia che in Svizzera ha generato una perdita nelle vendite di un milione e mezzo di bottiglie.

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