La televisione svizzera per l’Italia

Votazioni del 27 settembre: partenza in salita per l’iniziativa sulla neutralità svizzera 

manifesti contro iniziativa neutralità
A inizio campagna, il campo contrario all'iniziativa sulla neutralità è già in vantaggio. Keystone / Peter Klaunzer

La maggioranza del popolo svizzero respingerebbe l'iniziativa che chiede il ritorno a una concezione rigorosa della neutralità, secondo il primo sondaggio della SSR. L'elettorato appare invece diviso sull'iniziativa sull'alimentazione.

I numerosi manifesti elettorali affissi dal fronte del “sì”, che promettono di preservare la pace in Svizzera, per il momento non sembrano convincere l’elettorato.

A poco più di un mese dalle votazioni del 27 settembre, il 54% delle cittadine e dei cittadini dichiara di voler respingere l’iniziativa sulla neutralitàCollegamento esterno lanciata dall’associazione Pro Suisse, secondo il primo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) realizzato dall’istituto gfs.bern. Il 42% si dice invece favorevole al testo, mentre il 4% rimane indeciso.

Contenuto esterno

Le persone intervistate seguono le indicazioni di voto dei rispettivi partiti. Solo l’elettorato dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) sostiene in modo massiccio l’iniziativa, con l’86% dei consensi. Il “no” prevale nettamente tra simpatizzanti ed elettorato di tutte le altre formazioni politiche.

Il testo, che vuole sancire nella Costituzione una concezione più rigorosa della neutralità, convince anche la maggioranza delle persone che non simpatizzano per alcun partito e di quelle che nutrono diffidenza nei confronti del Governo.

Il divario tra città e campagna, emerso in occasione del voto sull’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni!”, respinta dal popolo il 14 giugno, si delinea nuovamente, constata gfs.bern. Nelle città, infatti, il 59% si oppone all’iniziativa, mentre nelle zone rurali il testo raccoglie una risicata maggioranza.

Sebbene tutte le fasce d’età siano prevalentemente contrarie alla proposta di Pro Suisse, le persone con più di 65 anni si mostrano ancora più critiche nei confronti del progetto. “L’atteggiamento di questa generazione è plasmato dall’esperienza della Guerra fredda”, osserva il politologo di gfs.bern Lukas Golder. All’epoca, la neutralità era interpretata in modo relativamente flessibile: la Svizzera rimaneva neutrale sul piano militare e giuridico, pur appartenendo di fatto al mondo occidentale.

Per il primo sondaggio in vista delle votazioni federali del 27 settembre, l’istituto gfs.bern ha intervistato 17’212 elettrici ed elettori tra il 3 e il 16 agosto. Il margine di errore statistico è di +/- 2,8 punti percentuali. 

Due concezioni della neutralità a confronto 

Chi si oppone all’iniziativa parte in vantaggio anche sul piano delle motivazioni. L’argomento più efficace è che la Svizzera debba conservare la possibilità di adottare sanzioni contro gli Stati belligeranti per difendere il diritto e l’ordine internazionale, cosa che l’accettazione del testo impedirebbe.

Il campo fronte favorevole all’iniziativa convince soprattutto sostenendo che sancire la neutralità nella Costituzione permetterebbe di evitare interpretazioni diverse a seconda delle circostanze.

“Si tratta di un dibattito tra diverse concezioni della neutralità”, riassume Lukas Golder. A contrapporsi sono due visioni: da un lato, una neutralità iscritta nella Costituzione e intesa come garanzia di sicurezza; dall’altro, un approccio più flessibile, compatibile con la cooperazione internazionale e l’adozione di sanzioni.

Poiché le iniziative tendono a perdere consensi nel corso della campagna, secondo gfs.bern lo scenario più probabile è che il testo venga respinto il 27 settembre.

>> Il nostro articolo esplicativo sull’iniziativa sulla neutralità:

Altri sviluppi

Iniziativa sull’alimentazione: “sì” e “no” testa a testa 

La sorpresa di questo sondaggio riguarda l’iniziativa sull’alimentazioneCollegamento esterno. Il testo, che chiede alla Confederazione di promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale, non gode del sostegno di nessuno dei grandi partiti.

Eppure, il fronte del “sì” e quello del “no” sono testa a testa. Secondo l’indagine di gfs.bern, il 49% dell’elettorato si dichiara contrario all’iniziativa, mentre il 47% la sostiene. Le persone indecise rappresentano il 4%.

Contenuto esterno

Nonostante i Verdi abbiano lasciato libertà di voto, la loro base sostiene massicciamente l’iniziativa: l’84% dell’elettorato ecologista intende votare “sì”. Anche le persone vicine al Partito socialista e ai Verdi liberali sono in maggioranza favorevoli al testo, discostandosi così dalla linea dei rispettivi partiti.

Come per la maggior parte degli oggetti riguardanti la politica agricola, ci si potrebbe aspettare una spaccatura tra città e campagna. Per il momento, tuttavia, il divario è poco marcato: il sostegno raggiunge il 40% nelle zone rurali e il 47% in quelle urbane.

Sul piano delle argomentazioni, chi sostiene l’iniziativa dispone per ora di un leggero vantaggio. Un’ampia maggioranza delle persone intervistate riconosce che il riscaldamento climatico e l’inquinamento minacciano le risorse idriche e che è necessario intervenire. Il fronte contrario può però contare su un altro argomento forte: il rifiuto dell’idea che lo Stato intervenga nelle scelte alimentari della popolazione.

“Dopo un’estate calda e secca, l’idea di preservare le risorse idriche suscita una certa simpatia”, osserva Lukas Golder. A suo avviso, anche l’obiettivo di aumentare il grado di autosufficienza del Paese può risultare attraente in un contesto geopolitico instabile. Il politologo ritiene tuttavia che il prosieguo della campagna metterà maggiormente in evidenza i punti deboli dell’iniziativa e potrebbe innescare una dinamica a favore del “no”. Una tendenza che potrebbe portare alla bocciatura del testo il 27 settembre.

>> Il nostro articolo esplicativo sull’iniziativa sull’alimentazione:

Altri sviluppi
Franziska Herren

Altri sviluppi

Svizzera, istruzioni per l’uso

Iniziativa “Per un’alimentazione sicura”: verso un’agricoltura più sostenibile o un “diktat vegano” in Svizzera?

Questo contenuto è stato pubblicato al L’attivista ecologista Franziska Herren torna alla carica con un’iniziativa che intende obbligare la Confederazione a promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale. Chi si oppone parla di un progetto scollegato dalla realtà. Sarà il popolo a decidere, il 27 settembre.

Di più Iniziativa “Per un’alimentazione sicura”: verso un’agricoltura più sostenibile o un “diktat vegano” in Svizzera?

A cura di Samuel Jaberg 

Tradotto dal francese e verificato da sibr 

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR