Votazioni del 27 settembre: l’iniziativa sulla neutralità potrebbe subire una sconfitta pesante
In base alle previsioni emerse dal secondo sondaggio della SSR, l’iniziativa che chiede l’inserimento nella Costituzione di una concezione restrittiva della neutralità si avvia verso un insuccesso alle urne. Anche il testo sull’alimentazione ha perso gran parte del sostegno durante la campagna e dovrebbe, a sua volta, essere respinto dal popolo il 27 settembre.
A una decina di giorni dalle votazioni del 27 settembre, l’iniziativa sulla neutralità si trova in una posizione difficile.
Il fronte del “no” al testo, che mira a sancire nella Costituzione una concezione restrittiva della neutralità, ha perso nove punti percentuali in un mese. Al momento, secondo il secondo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), il 63% dell’elettorato prevede di respingere l’iniziativa lanciata da Pro Svizzera. Solo il 34% la sostiene e il 3% rimane indeciso.
L’avanzata del “no” si osserva in maniera omogenea. Anche tra l’elettorato dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) – l’unico partito a sostenere l’iniziativa – l’approvazione del testo è scesa di nove punti percentuali in un mese, attestandosi al 77%.
Il politologo dell’istituto demoscopico gfs.bern Lukas Golder osserva che, all’interno dell’elettorato dell’UDC, la questione è più aperta del previsto. “Non si tratta di uno dei temi preferiti dal partito”, spiega. “Sulle questioni relative alla migrazione o alle relazioni con l’Unione Europea, la base di solito si schiera in modo più compatto dietro la linea ufficiale”.
Gli elettori e le elettrici di tutti gli altri partiti, dal canto loro, prevedono di respingere il testo in modo sempre più netto. Anche le persone senza affiliazione partitica, che all’inizio della campagna erano ancora favorevoli, sono passate nel campo del “no”. Solo chi nutre diffidenza nei confronti del Governo continua a sostenere la proposta con scarso entusiasmo.
Per il secondo sondaggio in vista delle votazioni federali del 27 settembre, l’istituto gfs.bern ha intervistato, tra il 2 e il 9 settembre, 12’916 elettori ed elettrici. Il margine di errore statistico è compreso tra +/-2,8 punti percentuali.
Il divario tra città e campagna, emerso nel primo sondaggio, si è attenuato nel corso delle settimane. Ormai l’iniziativa è ampiamente respinta anche nelle zone rurali.
Chi si oppone a una neutralità perpetua ancorata nella Costituzione dispone inoltre di un netto vantaggio sul piano argomentativo. Più di due terzi delle persone intervistate temono che il testo possa nuocere alla sicurezza del Paese, limitando la capacità della Svizzera di cooperare con altri Stati in questo ambito. “Un rifiuto dell’iniziativa rappresenta chiaramente lo scenario più probabile”, scrivono i politologi e le politologhe di gfs.bern nel loro sondaggio d’opinione.
>> Il nostro articolo esplicativo sull’iniziativa sulla neutralità:
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Verso una netta bocciatura dell’iniziativa sull’alimentazione
L’iniziativa che chiede alla Confederazione di promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale ha visto diminuire il proprio sostegno rispetto al primo sondaggio.
Se a metà agosto, il fronte favorevole e quello contrario erano ancora testa a testa, quasi due terzi delle persone intervistate (64%) intendono ora votare “no”. Solo il 33% sostiene il testo, mentre il 3% rimane indeciso.
L’elettorato dei Verdi è l’unico che continua a sostenere l’iniziativa, con una percentuale del 78%. Coloro che simpatizzano per il Partito socialista (PS) e il Partito verde liberale (PVL), che all’inizio della campagna erano favorevoli, si sono schierati con il “no”.
Un’ampia maggioranza degli intervistati e delle intervistate continua, tuttavia, a riconoscere la legittimità delle argomentazioni contenute nel testo. In particolare, riconosce che il riscaldamento globale e l’inquinamento minacciano le risorse idriche e che è necessario agire.
Ma le soluzioni proposte dall’iniziativa faticano a trovare consenso. Gli argomenti del campo contrario, che ne mette in evidenza i punti deboli, stanno guadagnando terreno. Più di due terzi delle persone intervistate ritengono, per esempio, irrealistico portare il tasso di autosufficienza alimentare del Paese al 70% nel giro di dieci anni.
Lukas Golder si aspetta che la dinamica a favore del “no” continui a rafforzarsi da qui al giorno del voto e porti a una bocciatura dell’iniziativa alle urne.
>> Il nostro articolo di approfondimento sull’iniziativa alimentare:
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Riletto da Pauline Turuban, tradotto con il supporto dell’IA
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