Venti iniziative in 60 anni: l’infinito dibattito sull’immmigrazione in Svizzera
L’immigrazione ha profondamente plasmato la Svizzera e ha contribuito alla prosperità del Paese. Ma l’arrivo di centinaia di migliaia di persone dall’estero ha anche sollevato complesse sfide politiche. Da decenni il tema ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico, spesso accompagnato dagli stessi argomenti.
Agli inizi fu l’immigrazione italiana. Nel secondo dopoguerra, il boom economico svizzero procedette di pari passo con l’arrivo massiccio di lavoratori e lavoratrici dall’Italia, senza il quale quella crescita non sarebbe stata possibile. Se il mondo economico accolse con favore la nuova manodopera, questo profondo mutamento demografico e sociale suscitò al contempo il risentimento di ampi settori della popolazione. Tornò in auge il termine “inforestierimento” (Überfremdung), apparso a cavallo tra il XIX e il XX secolo per mettere in guardia contro la presunta minaccia rappresentata da un’immigrazione troppo importante per il Paese e le sue specificità.
Gli ingredienti del confronto di allora assomigliano a quelli di oggi. La popolazione cresce rapidamente. Gli effetti della migrazione sono percepibili. E a fare da cornice vi sono sviluppi sociali e tecnologici molto rapidi.
Mai come negli anni Sessanta la popolazione mondiale è cresciuta così rapidamente. E raramente dei cambiamenti sono stati così tangibili come oggi. La Svizzera è in continua evoluzione, il che genera spesso un senso di alienazione.
“La democrazia diretta rende visibili le resistenze che vi sono alla base. In questo modo la Svizzera è diventata un’avanguardia della critica alla migrazione”, afferma il politologo Michael Hermann. Il dibattito sull’immigrazione riflette sempre le dinamiche migratorie.
1968: Prima iniziativa contro l’inforestierimento
Nel 1965 i Democratici di Zurigo presentano una prima iniziativa popolare. “La quota complessiva dei domiciliati e soggiornanti stranieri non deve oltrepassare il 10% della popolazione”, recita il testo della modifica costituzionale propostaCollegamento esterno. “Per rimediare al pericolo di una sovrappopolazione straniera, la quota dei soggiornanti stranieri verrà ridotta annualmente, coi dovuti riguardi umani, di almeno 5%, finchè il numero degli stranieri sarà sceso al massimo ammesso”, prosegue il testo. Il Consiglio federale annunciò però delle misure e nel 1968 l’iniziativa è ritirata.
1970: Iniziativa Schwarzenbach “contro l’inforestierimento”
È il momento dell’Azione nazionale contro l’inforestierimento del popolo e della patria. Il partito ha un obiettivo, limitare l’immigrazione, e un leader, James Schwarzenbach, eletto nel 1967 in Consiglio nazionale. Dopo il ritiro della prima iniziativa, Schwarzenbach ne lancia un’altra, che riprende lo stesso obiettivo: limitare la popolazione straniera al 10% della popolazione totale. In caso di accettazione, 350’000 persone dovrebbero lasciare la Svizzera. Nel 1970 l’iniziativa è respinta dal 54% dell’elettorato. Ma l’onda d’urto è pur sempre forte: quasi una persona su due e otto cantoni hanno accettato la proposta.
Se il “no” l’ha spuntata è stato merito anche della reazione del Consiglio federale. Tre mesi prima del voto ha introdotto delle quote di immigrazione. Quando c’è bisogno di manodopera, le aumenta; quando il lavoro scarseggia, le limita.
1974: Iniziativa “contro l’inforestierimento e la sovrappopolazione della Svizzera”
Dopo il 1970 seguono altre iniziative popolari che affrontano lo stesso tema. L’iniziativa “contro l’inforestierimento e la sovrappopolazione della SvizzeraCollegamento esterno” chiede che il numero degli “stranieri” sia ridotto a 500’000 e non superi il 12% della popolazione. Il promotore è nuovamente l’Azione Nazionale, questa volta però senza James Schwarzenbach, che ha fondato un suo partito. La proposta questa volta è bocciata in modo netto, con il 66% di “no“.
1977: Quarta iniziativa contro l’inforestierimento
James Schwarzenbach lancia una sua iniziativa popolare “per la protezione della SvizzeraCollegamento esterno“. Considera quella del 1974 troppo radicale e vuole convincere il popolo con una proposta più moderata. Questa quarta iniziativa contro l’inforestierimento chiede che, nell’arco di dieci anni, la quota di persone straniere venga ridotta al 12,5% della popolazione residente. Ciò avrebbe comportato la partenza dalla Svizzera di circa 300’000 stranieri e straniere. Nulla da fare, anche questa proposa è seccamente respinta (70,5% di “no”).
1981: “Essere solidali, per una nuova politica degli stranieri”
Le quattro iniziative contro l’inforestierimento generano una reazione di segno opposto. Nel 1981 arriva alle urne l’iniziativa “essere solidali”Collegamento esterno. Ambienti di sinistra e ecclesiastici intendono con essa migliorare la tutela giuridica delle straniere e degli stranieri. La proposta viene respinta in modo molto netto: l’80% dell’elettorato vota “no”. Successivi sondaggi rivelano che a determinare questa secca bocciatura è stata “una paura sfuggente dell’inforestierimento”.
1984: Iniziativa “contro la svendita del territorio”
L’Azione Nazionale torna all’opera. Questa volta con la sua iniziativaCollegamento esterno intende impedire che straniere e stranieri possano acquistare terreni in Svizzera. La rappresentazione di un coccodrillo che vuole divorare la Svizzera richiama l’estetica utilizzata in seguito dall’Unione democratica di centro (UDC). La proposta è bocciata per un soffio: 51% di “no”.
1988: Iniziativa “per la limitazione delle immigrazioni”
L’Azione Nazionale ci riprova. ChiedeCollegamento esterno che il numero netto di persone immigrate ammesse nel Paese e autorizzate a stabilirvisi sia inferiore a quello di coloro che lo lasciano. “L’ambiente non regge più un aumento dell’immigrazione! Suolo, acqua, aria: la perdita di terreni coltivabili e la produzione di rifiuti porteranno a problemi irrisolvibili con 7 milioni di abitanti in Svizzera”, si legge in un volantino. Anche in questo caso dalle urne esce una bocciatura: 67% di “no”.
1996: Iniziativa “contro l’immigrazione illegale”
All’inizio degli anni Novanta viene approvata una legge sugli stranieri che disciplina il soggiorno nel Paese. Essa recepisce alcune richieste delle iniziative precedenti. Per questo motivo il dibattito sull’immigrazione si sposta ora sul tema dell’asilo. Un’iniziativa popolareCollegamento esterno dell’Azione nazionale, che nel frattempo ha cambiato il suo nome in Democratici svizzeri, chiede l’espulsione delle persone richiedenti asilo. Tuttavia, non viene sottoposta al voto popolare, poiché il Parlamento la considera una violazione del diritto internazionale. L’UDC guidata da Christoph Blocher si appropria del tema e porta la questione al voto Collegamento esternocon un’iniziativa conforme alla legge. Chiede che i casi delle persone richiedenti asilo entrate illegalmente nel Paese non vengano trattati. Il 54% vota “no”.
2000: Iniziativa “per una regolamentazione dell’immigrazione”
Fino all’entrata in vigore nel 2002 della libera circolazione tra Svizzera e Unione Europea, l’immigrazione nella Confederazione era regolata da un sistema di contingenti. Esisteva inoltre ancora lo statuto di lavoratore stagionale, che prevedeva un soggiorno limitato alla stagione lavorativa e vietava il ricongiungimento famigliare. Prima dell’entrata in vigore dell’accordo, l’UDC lancia un’iniziativaCollegamento esterno per limitare la proporzione di popolazione straniera al 18%. Anche questa volta la proposta è bocciata, con il 64% di “no”.
2002: Iniziativa “contro gli abusi in materia d’asilo”
Questa seconda iniziativaCollegamento esterno sull’asilo dell’UDC punta a sfruttare il clima di scetticismo che regna in alcuni settori della popolazione svizzera nei confronti dei profughi delle guerre nei Balcani. Essa chiede che le persone provenienti da Stati terzi sicuri non possano presentare una richiesta d’asilo in Svizzera. La proposta è bocciata con poco più di 4’000 voti di scarto (50,1% di “no”).
2008: Iniziativa “per naturalizzazioni democratiche”
Il numero di straniere e stranieri che aspirano a ottenere la cittadinanza svizzera è in aumento, anche perché la prima generazione di immigrati vive ormai in Svizzera da molti anni e sono sempre più numerosi i rappresentanti della seconda e della terza generazione. Tuttavia, gli ostacoli alla naturalizzazione restano elevati. Inoltre, in molti luoghi sono le assemblee comunali a decidere in merito. Il Tribunale federale interviene correggendo una di queste decisioni: un’assemblea comunale aveva negato la naturalizzazione a una famiglia kosovara. L’UDC non ci sta e lancia un’iniziativaCollegamento esterno che chiede che siano i comuni ad avere l’ultima parola sulla concessione della cittadinanza. La proposta è respinta dal 66% dei e delle votanti.
2009: Iniziativa “contro l’edificazione di minareti”
Dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre e gli attacchi di matrice islamista in Europa, anche in Svizzera cresce la preoccupazione per la sicurezza e l’Islam diventa un tema di discussione. Allo stesso tempo, in alcune località vi sono dei progetti per la costruzione di moschee con minareti. Il sì all’iniziativaCollegamento esterno è una sorpresa e suscita scalpore in tutto il mondo: il 57,5% dell’elettorato accetta la proposta..
2010: Iniziativa “per l’espulsione degli stranieri che commettono reati”
Dopo le naturalizzazione e i minareti, è la volta dei criminali. L’iniziativaCollegamento esterno dell’UDC chiede che gli stranieri e le straniere che si sono resi colpevoli di crimini gravi siano espulsi sistematicamente dal Paese. In Parlamento emerge però una criticità: la proposta potrebbe entrare in conflitto con il diritto internazionale. Viene così elaborato un controprogetto più moderato. La campagna è inoltre segnata da accuse rivolte all’UDC, i cui argomenti vengono bollati come razzisti e xenofobi. Nonostante le polemiche e il controprogetto, l’iniziativa viene infine accettata con il 52% di “sì”.
2014: Iniziativa “contro l’immigrazione di massa”
Dopo una serie di successi in materia di immigrazione, l’UDC punta ora direttamente alla libera circolazione delle persone con l’UE. Con l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”Collegamento esterno, chiede che la Svizzera torni a gestire autonomamente l’immigrazione degli stranieri attraverso quote, ciò che significherebbe entrare in rotta di collisione con l’UE. Malgrado queste messe in guardia, la misura è accettata con il 50,3% di “sì”. All’approvazione segue una disputa per attuare l’iniziativa senza violare l’accordo di libera circolazione. La legge di applicazione, sensibilmente annacquata rispetto all’iniziativa, entra in vigore nel 2018.
2014: Iniziativa “Stop alla sovrapppopolazione”
L’associazione Ecologia e Popolazione (Ecopop) propone in particolare di limitare l’immigrazione a un massimo dello 0,2% della popolazione all’anno. I promotori dell’iniziativaCollegamento esterno attribuiscono la responsabilità dei problemi ecologici all’immigrazione e alla crescita demografica. Il 74% vota “no”.
2016: Iniziativa “‘per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”
Dopo l’approvazione dell’iniziativa sull’espulsione nel 2010, Consiglio federale e Parlamento devono attuare la volontà popolare, ma si scontrano con difficoltà giuridiche. Per aumentare la pressione, l’UDC porta davanti al popolo la cosiddetta iniziativa per l’attuazioneCollegamento esterno. Essa propone un catalogo concreto di reati che dovrebbero obbligatoriamente portare all’espulsione. Questa volta il progetto fallisce: il 59% dell’elettorato dice no.
2020: Iniziativa “per un’immigrazione moderata”
Per cercare di garantire che l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” sia attuata, l’UDC porta alle urne anche un’altra proposta Collegamento esternoche chiede la fine della libera circolazione delle persone con l’UE. Durante la campagna elettorale, il partito mette già in guardia da una “Svizzera da 10 milioni di abitanti”, dall’espansione urbana incontrollata, dalla criminalità e dalla pressione sulle infrastrutture. L’iniziativa è bocciata con il 62% di “no”.
2021 Iniziativa “sì al divieto di dissimulare il viso”
Dopo il successo ottenuto con il divieto dei minareti, lo stesso gruppo vicino all’UDC, il Comitato di Egerkingen, lancia un’altra iniziativa che prende di mira l’IslamCollegamento esterno. Sebbene la richiesta riguardi anche il passamontagna indossato da manifestanti o hooligan, il tema centrale della campagna è una donna musulmana velata. Secondo l’analisi del voto, il motivo principale a favore del “sì” era la tutela dei valori e della cultura svizzeri. La proposta ottiene il 51% di voti favorevoli.
2026: Iniziativa “no a una Svizzera da 10 milioni
Con l’iniziativa “no a una Svizzera da 10 milioni di abitantiCollegamento esterno“, su cui si voterà il 14 giugno, l’UDC riunisce tematiche che in precedenza aveva già affrontato singolarmente. Il testo prende di mira sia il settore dell’asilo sia la libera circolazione delle persone. Ancora una volta il partito argomenta facendo riferimento ai limiti della crescita, alla criminalità e alla tutela della Svizzera di fronte a cambiamenti ritenuti minacciosi.
Comunque vada questa votazione, la questione continuerà verosimilmente ancora a lungo a dominare il dibattito politico in Svizzera, tanto più che l’UDC utilizza sempre abilmente la migrazione come strumento di campagna elettorale. Del resto, il partito sta già raccogliendo firme per una nuova iniziativa sulla protezione delle frontiere, che prende di mira nuovamente il settore dell’asilo.
Articolo a cura di Samuel Jaberg
Traduzione e adattamento di Daniele Mariani
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