Traffico stradale: weekend di fuoco in vista sull’asse nord-sud
Il fine settimana appena trascorso ha offerto a chi viaggiava in auto verso sud un assaggio delle difficoltà di ciò che li attende per le festività pasquali: al San Gottardo si sono formati fino a 12 chilometri di coda. Ecco come prepararsi al meglio per affrontare gli spostamenti.
Come ormai da tradizione, chi opterà per l’automobile per recarsi in Ticino o in Italia a Pasqua dovrà armarsi di pazienza. Si spera non come l’anno scorso, quando il Venerdì Santo la coda raggiunse i 15 chilometri o come nel 1998 quando si arrivò a 25 chilometri, un record.
Visto l’inizio delle vacanze primaverili in 19 Cantoni e in diversi Länder tedeschi, nonché il clima freddo e umido degli ultimi giorni a nord delle Alpi, il Touring Club Svizzero (TCS) prevede “un forte aumento del traffico sulle strade in direzione sud”.
Secondo le previsioniCollegamento esterno pubblicate lunedì dall’organizzazione, chi si metterà in viaggio prima del Giovedì Santo dovrà aspettarsi un tempo d’attesa massimo di un’ora al portale nord della galleria autostradale del San Gottardo. A partire da mezzogiorno dello stesso giorno, bisognerà prevedere tempi d’attesa superiori alle due ore.
Il traffico intenso dovrebbe protrarsi fino al Venerdì Santo. Chi desidera attraversare il confine a Chiasso dopo il Gottardo deve aspettarsi ulteriori ritardi, indica TCS. Il traffico di rientro inizierà già il lunedì di Pasqua e nel pomeriggio il tempo d’attesa potrà arrivare fino a 3 ore. Nel corso della settimana sono previsti ulteriori ingorghi.
Bisognerà alzarsi presto
Il TCS raccomanda di alzarsi presto o di scegliere un itinerario alternativo. I viaggiatori e le viaggiatrici provenienti dalla Svizzera orientale e dai dintorni di Zurigo possono percorrere l’itinerario via San Bernardino. “Questa alternativa – precisa il TCS – è consigliata quando il tempo d’attesa al San Gottardo supera un’ora”. Anche su questa tratta, però, possono verificarsi disagi.
Chi parte dall’Altopiano in direzione sud può anche prendere il treno navetta via Lötschberg o Sempione. Gli automobilisti e le automobiliste della Svizzera romanda possono invece passare per il Gran San Bernardo o il tunnel del Monte Bianco.
Per contro, i passi alpini non rappresentano un’alternativa, poiché la maggior parte sono ancora chiusi, ricorda il TCS.
Oltre 70’000 posti in più sui treni
Per evitare code vi è però anche un’opzione molto più semplice: optare per la ferrovia.
Durante le vacanze pasquali, le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) hanno ampliato l’offerta: sull’asse del San Gottardo tra il Giovedì Santo e il Lunedì di Pasqua viaggeranno 27 treni speciali tra la Svizzera tedesca e il Ticino. Saranno inoltre aggiunte carrozze supplementari ai treni, inclusi gli Eurocity che viaggiano fino in Italia, per un totale di 70’000 posti a sedere in più.
Potenziata anche l’offerta regionale tra Ticino e Lombardia, con tre collegamenti aggiuntivi da Locarno a Milano Porta Garibaldi, via Varese.
Sempre più in colonna
Il problema del traffico stradale al San Gottardo è da anni uno dei temi caldi del dibattito pubblico svizzero, che si accentua soprattutto nei periodi di vacanza, mettendo a dura prova non solo i nervi di chi si trova in automobile, ma anche di chi vive vicino a quest’asse.
Bastano un paio di dati per rendersi conto di quanto la situazione sia critica: tra il 2012 e il 2022 le ore trascorse in coda davanti ai due portali sono triplicate, toccando quota 1’800 ore, e nel 2024 sono state conteggiate 1’544 ore di coda al portale nord e 1’657 a quello sud.
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Nel corso degli anni, l’Ufficio federale delle strade ha introdotto diverse misure per cercare di gestire meglio il traffico, ad esempio la chiusura di entrate autostradali per evitare il traffico d’aggiramento, la riduzione a 80 km/h della velocità massima o l’introduzione di un sistema di dosaggio.
Il problema, tuttavia, resta estremamente difficile da risolvere, anche perché — per volontà popolare — le capacità delle strade di transito nella regione alpina non possono essere aumentate. Nel 1994, infatti, l’elettorato svizzero approvò la cosiddetta Iniziativa delle Alpi, che sancisce proprio questo principio. L’apertura della seconda canna della galleria del San Gottardo, prevista nel 2030, non cambierà quindi nulla, poiché il traffico rimarrà su una sola corsia di marcia.
Un’altra misura farà però sicuramente scorrere fiumi d’inchiostro, sia in Svizzera che all’estero. Appena una decina di giorni fa, il Parlamento svizzero ha accettato una mozioneCollegamento esterno che chiede al Governo di presentare un disegno di legge per introdurre una nuova tassa di transito per i veicoli a motore che attraversano il Paese, “senza una permanenza significativa in Svizzera”. L’obiettivo di questa tassa è appunto di ridurre il sovraccarico della rete viaria nazionale, in particolare lungo l’asse nord-sud. L’importo varierà in funzione della densità del traffico, della fascia oraria e del giorno della settimana.
La maggioranza del Parlamento non ha così seguito il parere del Consiglio federale, che si era detto contrario a una simile tassa. Da un lato perché un tale pedaggio, anche se non sarebbe in contrasto con gli accordi conclusi con l’UE, richiederebbe una modifica costituzionale. Dall’altro, la misura comporterebbe notevoli difficoltà pratiche e costi elevati, in particolare per il controllo capillare dei valichi di confine e per la sua complessa applicazione.
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