La televisione svizzera per l’Italia

L’arte svizzera di promuovere il risparmio

Mano che infila una moneta da 5 franchi in un salvadanaio
Una moneta nel salvadanaio, 1963. Ma la popolazione svizzera non veniva incoraggiata solo a risparmiare a casa. e-pics / Comet Photo

"Quando la gioventù si dimentica di risparmiare, la vecchiaia porta con sé la povertà". Questa massima, che promuoveva uno dei principi di buona educazione, figurava su una cartolina distribuita nelle scuole nel 1946, volta a incentivare il risparmio. Diverse misure incoraggiavano anche le persone adulte in Svizzera a mettere da parte un gruzzolo per il futuro.

Swissinfo, di cui tvsvizzera.it fa parte, pubblica regolarmente articoli dal blog del Museo nazionale svizzeroCollegamento esterno dedicati a temi storici. Gli articoli originali sono generalmente in tedesco, talvolta in francese o in inglese.

Il XX secolo era già ben inoltrato, ma era ancora necessario provvedere personalmente a tutelarsi dagli imprevisti finanziari. All’epoca non esisteva praticamente alcuna forma di assistenza pubblica e sembrava quindi ragionevole promuovere il risparmio, in particolare tra le persone a basso reddito.

A partire dal 1800, le istituzioni di pubblica utilità fondarono casse di risparmio regionali per “risvegliare negli ambienti più modesti il gusto del lavoro e del risparmio, offrendo al contempo ai risparmiatori i mezzi per conservare al sicuro un gruzzolo duramente guadagnato, che produca interessi”, come si poteva leggere nello statuto della cassa di risparmio del Canton Zugo nel 1840. In seguito, saranno anche numerose banche cantonali e casse Raiffeisen a offrire condizioni vantaggiose ai piccoli risparmiatori.

Anche i comuni più piccoli si dotarono di “uffici incasso”, la cui unica attività consisteva nel raccogliere i risparmi per conto delle banche. La loro gestione era generalmente affidata, a titolo volontario, all’insegnante, al sindaco del comune o al pastore.

I tassi d’interesse dei conti di risparmio erano allora così allettanti che si rese necessario limitare l’importo dei depositi. L’importanza attribuita dalla società borghese alla promozione del risparmio non era, ovviamente, del tutto disinteressata, poiché un aumento delle riserve finanziarie tra le classi svantaggiate comportava una gradita riduzione degli aiuti ai bisognosi a carico delle autorità ecclesiastiche, dei comuni e del settore privato.

La parola d’ordine? Risparmiare per provvedere da sé al proprio sostentamento. Il risultato: il capitale accumulato grazie ai risparmi consentiva alle banche di concedere prestiti su più ampia scala ad agricoltori e artigiani, che potevano investire in sementi, bestiame o macchinari, contribuendo così a stimolare il progresso economico.

Incisione raffigurante la carestia del 1816
La promozione del risparmio da parte delle organizzazioni di pubblica utilità mirava ad attenuare la gravità di situazioni di indigenza: una famiglia in condizioni di estrema povertà durante l’inverno 1816/1817. Incisione su rame di Johann Caspar Schinz. Musée national suisse

Piccoli torrenti fanno grandi i fiumi

Diffuso ampiamente in Svizzera a partire dal 1900, il salvadanaioCollegamento esterno è senza dubbio l’oggetto più rappresentativo di una forma di risparmio concepita per migliorare le proprie condizioni di vita una volta raggiunta la vecchiaia. Si trattava generalmente di una piccola cassaforte metallica di forma ovale, distribuita dalle banche alle persone che desideravano custodirvi i propri risparmi.

La chiave del salvadanaio rimaneva in possesso della banca. Una volta riempito, veniva portato allo sportello bancario, dove un impiegato lo apriva, incassava il denaro e lo accreditava su un conto risparmio. Quando il risparmiatore desiderava prelevare tutti i propri risparmi o soltanto una parte di essi, non era raro che l’impiegato allo sportello gli chiedesse il motivo: un ulteriore ostacolo alle tentazioni di spendere con troppa disinvoltura.

Agli inizi, il salvadanaio non era destinato esclusivamente ai bambini come in seguito. Lo si collocava bene in vista in salotto, per ricordare agli adulti la possibilità di sottrarre una parte del proprio stipendio ai vizi, in un’epoca in cui l’alcolismo e la dipendenza dal gioco d’azzardo imperversavano.

Salvadanaie
Varie forme di salvadanai del XX secolo. In fondo a destra, uno di questi poteva essere infilato tra i libri di una libreria. Musée national suisse

A quell’epoca, l’educazione al risparmio cominciava nella scuola primaria, con la creazione di casse di risparmio scolastiche. Ogni volta che depositava una moneta da venti centesimi nel salvadanaio, l’alunno o l’alunna ricevevano un francobollo multicolore, che incollavano ben in vista sulla propria tessera di risparmio, allo scopo di suscitare una sana emulazione all’interno della classe. Quando tutte le tessere erano state completate, l’insegnante le portava in banca insieme al denaro raccolto. L’importo corrispondente ai francobolli di ciascun alunno veniva accreditato sul suo libretto di risparmio.

Da parte loro, gli adulti creavano dei fondi comuni di risparmio, particolarmente popolari nella regione di Basilea, che proponevano incentivi analoghi per mettere da parte del denaro.

Biglietti e francobolli di una cassa di risparmio scolastica della Banca cantonale di Zurigo
Cartoline e francobolli di una cassa di risparmio scolastica della Banca cantonale di Zurigo, 1946. Zürcher Kantonalbank

La riserva per i momenti difficili cambia forma

A partire dalla metà del XX secolo, il risparmio conosce un’evoluzione decisiva. Nel 1948 entra in vigore l’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS). Seguiranno la progressiva introduzione dell’assicurazione malattia obbligatoria e di altre assicurazioni sociali.

Tutte queste misure finiranno per sostituire la vecchia abitudine di accumulare personalmente dei risparmi. L’iniziativa privata viene di fatto rimpiazzata da un sistema regolamentato dallo Stato, nonché da contributi e premi obbligatori.

Questo sistema di previdenza sociale mira a proteggere la popolazione del Paese dai problemi materiali causati dalla malattia, dalla disoccupazione e dalla vecchiaia. Ciò non impedisce alle svizzere e agli svizzeri di continuare a risparmiare con costanza, sebbene i risparmi siano ormai destinati soprattutto all’acquisto di beni di consumo, al finanziamento degli studi e della formazione, oppure all’acquisto di una casa.

Manifesto firmato da Hans Erni per la campagna referendaria sull’AVS
Manifesto firmato da Hans Erni per la campagna referendaria sull’AVS, 1947. Archives sociales suisses
Impiegato che serve una cliente allo sportello di una banca
“Cercasi risparmiatori di talento!”: cartellone pubblicitario allo sportello della Banca Raiffeisen di Ganterschwil (SG), 1975. e-pics

Poiché questa attività richiedeva sempre più tempo, nella seconda metà del XX secolo l’impegno del corpo insegnante nella promozione del risparmio andò scemando. Per sostituire le scuole e gli adulti, che svolgevano il ruolo di raccoglitori di fondi, le banche iniziarono a rivolgersi direttamente ai giovani e alle giovani.

Nella sua relazione annuale del 1948, la Banca cantonale di Zurigo constatava che le e i giovani erano “particolarmente esposti alle spese avventate”, giustificando così la creazione di un libretto di risparmio loro dedicato. L’obiettivo era incoraggiarli a utilizzare il proprio denaro in modo ragionevole, grazie a tassi d’interesse che promettevano di accumulare un capitale considerevole anche con piccoli versamenti, e offrendo condizioni allettanti a una generazione emergente, attirata da slogan poco ispirati come: “Chi comincia risparmiando, costruisce un futuro vincente”.

A partire dagli anni Settanta, la fragilità delle nuove casseforti salvadanaio in plastica distribuite dalle banche, che si rompevano al minimo colpo di martello, e la consegna della chiave al risparmiatore contribuirono a compromettere un’assiduità nel risparmio ormai superata dai tempi.

Gestire il proprio bilancio rimane una sfida per tutte le generazioni, che constatano come i propri risparmi generalmente non siano sufficienti a realizzare tutti i loro sogni.

La morale della canzone in dialetto bernese Sidi Abdel Assar vo El HamaCollegamento esterno di Mani Matter riassume bene la situazione: “Ah, se avessi cominciato a risparmiare prima!”.

Matthias Wiesmann è uno storico dell’economia e archivista alla Banca cantonale di Zurigo.

LCollegamento esternoL’articolo originale è sul blog del Museo nazionale svizzero.Collegamento esterno

Tradotto dal francese da Marija Alberti-Miladinovic

Articoli più popolari

Preferire TVSvizzera.it su Google

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR