La settimana in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
indossare un cappellino è spesso una scelta di stile, un modo discreto per esprimere sicurezza e personalità. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha deciso di rinunciare del tutto alla discrezione quando giovedì si è presentato alla partita della Svizzera ai Mondiali. Ma il suo cappellino con la scritta "Switzerland Great since 1291" ha portato fortuna: la Svizzera ha battuto l'Algeria per 2-0.
Il ministro dell’economia Guy Parmelin non è riuscito risolvere la disputa commerciale sui dazi con gli Stati Uniti. In Svizzera cresce il malcontento per la strategia negoziale adottata dal Governo.
Dopo l’incontro di lunedì a Washington con il rappresentante statunitense per il commercio Jamieson Greer, Parmelin ha ribadito che la Svizzera continua ad attenersi al memorandum d’intesa firmato a novembre e si aspetta lo stesso dagli Stati Uniti. “Un accordo è un accordo”, ha dichiarato martedì alla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF.
Successivamente, diversi membri del Parlamento hanno criticato Parmelin per aver concesso a Washington aperture – ad esempio eliminando ostacoli all’importazione di automobili e dispositivi medici statunitensi – senza ottenere impegni concreti in cambio. Hanno accusato inoltre il Governo di aver aggirato il Parlamento rinunciando a un accordo commerciale formale e scegliendo invece di modificare un’ordinanza, procedura che non richiede l’approvazione delle Camere.
“La situazione della Svizzera è anche frutto delle sue scelte”, osserva la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), secondo la quale, pur essendo comprensibile irritarsi per la politica “imprevedibile” del presidente statunitense Donald Trump, un po’ di autocritica non guasterebbe.
“Spesso sembra mancare [in Parlamento] la volontà di trovare soluzioni rapide e pragmatiche”, scrive la NZZ in un’analisi pubblicata martedì. “Alcuni politici preferirebbero vedere l’industria esportatrice in difficoltà, piuttosto che accettare l’idea che un giorno qualcuno possa andare al supermercato con un Cybertruck di Elon Musk appena omologato e acquistare pollo americano trattato con cloro”.
Secondo il quotidiano zurighese, Governo e Parlamento devono ora fare fronte comune e trovare compromessi per soddisfare le richieste degli Stati Uniti. “Solo così il nostro settore esportatore, così importante per il Paese, avrà una possibilità realistica di ottenere un accordo accettabile”.
“Gli svizzeri restano i più ricchi del mondo”: così titolava martedì il Corriere del Ticino, basandosi su uno studio di UBS. Una buona notizia? Più o meno.
Secondo il Global Wealth Report di UBS, la ricchezza media di una persona adulta in Svizzera ammonta a 910’382 dollari (733’000 franchi). Gli Stati Uniti seguono a distanza con 696’277 dollari, davanti al Lussemburgo con 654’732 dollari.
Ma basta dare un’occhiata ai titoli di altri media svizzeri per capire quanto gli stessi dati possano essere interpretati in modo diverso: “I ricchi sono diventati ancora più ricchi” (SRF), “La ricchezza media degli svizzeri diminuisce” (Blick), “In Svizzera i ricchi continuano ad arricchirsi mentre la classe media ne paga il prezzo” (24heures) e “Gli svizzeri restano le persone più ricche della Terra, ma c’è un però” (Watson).
La differenza dipende dalla definizione di “media”. Se si considera la media aritmetica (la somma dei patrimoni divisa per il numero delle persone), la Svizzera è al primo posto nel mondo. Se invece si guarda alla mediana (ovvero il valore centrale, che divide la popolazione in due metà uguali), il Paese scende all’ottavo posto con 145’555 dollari a persona. In questa classifica il Lussemburgo è primo con 394’005 dollari, seguito da Belgio (277’166) e Australia (210’783). In altre parole, la presenza di pochissime persone estremamente ricche altera fortemente la media e, come scrive 20Minutes, “le disuguaglianze sono in aumento”.
Il rapporto UBS evidenzia inoltre che tra il 2000 e il 2025 la ricchezza media reale per adulto è aumentata di poco più dell’11%, mentre la ricchezza mediana reale è diminuita di quasi il 15%. Come sottolinea il Blick, “la Svizzera ha la ricchezza media più elevata al mondo, ma la sua popolazione è comunque diventata significativamente più povera”.
Una donna transgender con caratteristiche fisiche maschili dovrebbe poter accedere a un’area balneare riservata esclusivamente alle donne? Un episodio avvenuto questa settimana a Berna ha diviso schieramenti politici e generazioni.
“Questa farsa potrebbe essere liquidata come una piccola guerra culturale condotta da attivisti transgender radicali”, ha scritto mercoledì un editorialista della Neue Zürcher Zeitung (NZZ). “Eppure, negli ambienti politici e nelle redazioni più sensibili alle questioni di genere, si è fin troppo pronti a trasformarla in uno scandalo“.
Domenica alcune donne presenti nel “Paradiesli”, l’area del Marzilibad riservata alle donne e in cui è consentito prendere il sole senza costume, hanno contestato la presenza di una donna transgender che presentava caratteristiche fisiche maschili (assenza di seno, peli sul corpo e pene). Il personale dello stabilimento le ha chiesto di lasciare l’area, ma lei ha rivendicato il diritto di restare. Altre persone presenti sono intervenute in sua difesa, è stata chiamata la polizia, ne è nato un alterco e la donna è stata infine allontanata in manette.
Il giorno seguente le autorità bernesi si sono scusate, precisando che “tutte le persone che si identificano come donne e vivono come tali” hanno il diritto di accedere al Paradiesli.
Martedì una pensionata, che era stata tra le donne che avevano espresso disagio, ha raccontato al Tages-Anzeiger di aver subito abusi durante l’infanzia e di frequentare il Paradiesli proprio perché lo considera uno spazio sicuro tra donne. Ha aggiunto di essere rimasta particolarmente colpita dagli attacchi verbali venuti da giovani donne solidali con la persona transgender. “Ci hanno detto che noi anziane dovremmo andarcene dal Paradiesli”.
“Che cosa conta di più?”, si chiede la caporedattrice del Tages-Anzeiger. “Le esigenze delle donne che si sono sentite a disagio, oppure quelle della donna transgender che rivendicava i propri diritti? Da una prospettiva più ampia, la risposta è relativamente semplice: se le donne non si sentono più al sicuro negli spazi che hanno creato per sé stesse, questo deve avere più peso del diritto di una singola persona con caratteristiche fisiche maschili a essere presente in quegli spazi. Del resto, la nudità negli spazi pubblici non è un diritto umano universale“.
In un’analisi, Swissinfo osserva che questo episodio mette soprattutto in evidenza un fatto: “La società svizzera non ha ancora trovato un approccio condiviso nel modo di rapportarsi alle persone transgender”.
La Svizzera si è qualificata agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio 2026 battendo l’Algeria per 2-0 a Vancouver.
Fronteggiando la squadra allenata dall’ex commissario tecnico Vladimir Petković, la Nazionale ha confermato il proprio ruolo di favorita e l’ambizione di vincere finalmente una partita a eliminazione diretta in un Mondiale moderno. Le reti decisive sono state segnate da Breel Embolo al 10° minuto e da Dan Ndoye al 46°.
“Desideravo davvero tanto questo gol e, a volte, quando ci provi troppo, non arriva”, ha dichiarato Ndoye. “La nostra forza sta nel saper giocare come squadra. Un messaggio per chi ci sostiene dalle fan zone in Svizzera? Godetevi i vostri croissant e pain au chocolat: speriamo di farvi sognare ancora di più!“.
La partita, iniziata alle cinque del mattino, ora svizzera, è stata seguita allo stadio dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, impegnato in una missione commerciale di dieci giorni in Nord America. Parmelin, che indossava un vistoso cappellino rosso recante la scritta “Switzerland Great Since 1291” – un riferimento poco velato al famoso cappellino di Trump “Make America Great Again” – prima del calcio d’inizio ha incontrato sul terreno di gioco il commissario tecnico Murat Yakin. Durante la partita era seduto accanto al presidente della FIFA Gianni Infantino, considerato vicino a Donald Trump.
Martedì la Svizzera tornerà in campo a Vancouver per gli ottavi di finale contro la Colombia o il Ghana (alle 22, ora svizzera).
La prossima settimana
Martedì si celebra la Giornata mondiale del cioccolato, che ricorda l’introduzione del cioccolato in Europa nel 1550.
Mercoledì alle ore 14, tempo permettendo, circa 9’000 persone attraverseranno a nuoto il lago di Zurigo. L’evento era stato inizialmente previsto per il mercoledì precedente, ma era stato rinviato a causa del rischio di temporali.
Giovedì il Festival del film di Locarno terrà una conferenza stampa per presentare il programma della sua 79ª edizione, che si svolgerà dal 5 al 15 agosto.
Foto della settimana
Quattro sacerdoti ricevono la consacrazione episcopale durante una messa pontificale organizzata dalla Fraternità sacerdotale San Pio X a Ecône, nella Svizzera sud-occidentale, mercoledì. Il giorno successivo il Vaticano ha confermato la loro scomunica e quella di altri due vescovi.
Tradotto dall’inglese e verificato da sibr
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative