La televisione svizzera per l’Italia

I cavallini albanesi della droga si sono presi tutto il Ticino

Cocaina
La grande disponibilità di cocaina ha portato all’aumento del consumo di crack (immagine d'archivio). Keystone/DPA/Christian Charisius

Spacciatori giovani, cocaina ed eroina di qualità in quantità a prezzi bassi: la mafia albanese ha conquistato il mercato ticinese. Con conseguenze devastanti. Ed un’impennata di arresti: +56% nel 2025.

Lo scorso 29 aprile a Capolago, un 24enne albanese è stato fermato con 54 grammi di cocainaCollegamento esterno. È solo l’ultimo di una lunga serie. Nel 2025 in Ticino sono state arrestate 122 persone per traffico di droga, contro le 78 del 2024 (+56%). Ormai, la metà dei detenuti nelle carceri ticinesi è dietro le sbarre per questo tipo di reati.

Un’invasione silenziosa

La mafia albanese ha conquistato il mercato ticinese attraverso una rete capillare di giovani spacciatori, i cosiddetti cavallini. Ragazzi, spesso disoccupati, che dall’Albania arrivano in Italia in aereo o in treno, poi entrano in Ticino, spesso con un’auto a noleggio. Restano pochi mesi, giusto il tempo di vendere la droga che gli è stata consegnata dall’organizzazione in cambio di una paga di 500-1’000 franchi al mese, da spendere o mandare alle famiglie. E il ricavato della vendita della droga? Quello va all’organizzazione.

Contenuto esterno

“I cavallini fanno parte di una rete che si è venuta a creare, che è un’organizzazione criminale a tutti gli effetti, ed è proprio studiata bene, bisogna ammetterlo. Vanno e vengono. Stanno qui poco tempo: alcuni mesi. Così se la polizia arresta un cavallino, prende solo lui…”, dice un consumatore di lungo corso che abbiamo incontrato al Parco Ciani di Lugano. Il resto lo fa l’omertà, che nel caso della mafia albanese è la regola. E la strategia funziona. “Oggi questi spacciatori operano in tutto il Cantone, perfino nel Locarnese, dove fino a qualche anno fa non si vedevano”, spiega il commissario capo della polizia cantonale e responsabile della sezione antidroga Paolo Lopa.

La formula del successo

“Il segreto del loro successo: cocaina di qualità superiore (purezza tra 60% e 80%) a prezzi relativamente bassi. “È la legge di mercato”, rivela Lopa. “Nessuno – prosegue – oggi è in grado di contrastare questa qualità a questi prezzi”.

In Ticino la mafia albanese non conquista piazze o quartieri. Si infiltra discretamente nelle case dei consumatori, sfruttando fragilità e dipendenza. “L’avvicinamento tra lo spacciatore ed il ticinese che poi lo ospiterà avviene in tre fasi”, afferma il responsabile del settore delle sostanze illegali e vicedirettore di Ingrado Marcello Cartolano. “Prima fanno breccia sulla fragilità e l’isolamento, poi chiedono ospitalità in cambio di consumo gratuito ed infine creano un rapporto di totale dipendenza dalla sostanza”.

Spesso – lo dicono i fatti di cronaca – ad accogliere in casa propria un cavallino in Ticino è una donna. “Per queste persone, avere un giovane in casa, è anche un elemento relazionale ed emotivo”, osserva ancora Cartolano.

Le conseguenze

La grande disponibilità di cocaina ha portato all’aumento del consumo di crack. Il Rapporto 2025Collegamento esterno di Ingrado documenta il fenomeno: il progetto “Pipe crack” è un’iniziativa di riduzione del danno per la quale Ingrado ha distribuito 2’624 kit (pipe sterili in vetro o alluminio) raggiungendo 203 consumatori, il 41% in più rispetto all’anno precedente.

“La cocaina fumata induce rapidamente la dipendenza”, prosegue Cartolano. “Dopo 5-10 minuti l’effetto è esaurito, ma la persona sente una brama irresistibile di continuare. E può subentrare, oltre ad una grande imprevedibilità, anche un’aggressività violenta”.

Ed è proprio in questo contesto che è maturato, nella notte tra il 27 ed il 28 gennaio, il delitto di Via Mirasole a BellinzonaCollegamento esterno: un quadro segnato dalla tossicodipenza del giovane che ha ucciso la madre 46enne a coltellate e ferito gravemente il compagno della donna. Un episodio che ha particolarmente scosso gli operatori del settore. “È un campanello d’allarme. Le persone perdono il controllo e sono totalmente in balia della sostanza”, rende attenti Cartolano.

Un sistema che si autoalimenta

Ed il fenomeno è molto complicato da combattere anche perché, per chi soffre di una dipendenza, questi spacciatori albanesi spesso non sono visti come dei criminali, ma come qualcuno che offre un servizio che colma un vuoto esistenziale.

“Ora – conclude il consumatore – ci sono gli albanesi, e per fortuna che ci sono, anche se sono dei pezzi di merda. Perché ho le dipendenze ci sono, ci sono sempre state. Loro fanno bene a spacciare. Se non lo fanno loro ci sarà comunque qualcun altro che lo fa, non so se mi spiego, perché c’è una mancanza, c’è gente che soffre. Perché tanti pensano che non si che non sia così, ma in realtà è proprio così”.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR