La televisione svizzera per l’Italia

Cosa si sa finora della sparatoria al rave-party nel canton Argovia

poliziotti
Praticamente tutta la polizia argoviese è stata mobilitata per la sparatoria. Keystone / Michael Buholzer

La polizia brancola ancora nel buio sulla sparatoria che nella notte tra sabato e domenica ha sconvolto un rave-party ad Aarau, in canton Argovia. A oltre 24 ore dai fatti, gli inquirenti non hanno ancora identificato né il movente né il numero degli autori dell'attacco, costato la vita a una giovane italiana di 22 anni e che ha provocato il ferimento di altre cinque persone.

I fatti

La sparatoria è avvenuta poco dopo le 2:30 nella serata tra sabato e domenica durante un rave-party organizzato nell’area dell’ippodromo di Schachen, sulle rive dell’Aare, a due passi dal confine col canton Soletta.

La serata stava volgendo al termine e la maggior parte delle circa 3’000 persone presenti alla festa si stava dirigendo verso l’uscita quando si sono uditi gli spari.

Un partecipante ha raccontato alla televisione regionale Tele M1 di aver sentito degli spari per “uno o due minuti”. “All’inizio sembravano fuochi d’artificio o petardi”, ha spiegato. Solo quando hanno sentito delle persone gridare “Abbassatevi, stanno sparando!” alcuni hanno capito cosa stesse succedendo.

Diverse persone si sono quindi riparate dietro il frigorifero del bar. Il testimone ha visto lì una donna a terra, colpita da un proiettile. Insieme ad altri partecipanti, ha chiamato i soccorsi e ha cercato di rianimarla, senza successo.

Altri testimoni hanno raccontato di aver inizialmente scambiato anche loro gli spari per fuochi d’artificio. Alcune persone hanno cercato rifugio sul posto o in una palestra vicina.

>>> La cronaca della giornata nel servizio dell’edizione serale di domenica del TG:

Contenuto esterno

Le vittime

Una donna di 22 anni è stata uccisa e altre cinque persone sono rimaste ferite. La giovane era di nazionalità italiana ed era giunta in Svizzera un anno fa, stando a una testimonianza riportata dal BlickCollegamento esterno. Viveva a Oftringen, nel canton Argovia, a una ventina di chilometri dal luogo dove è avvenuta la sparatoria.

Anche le altre cinque persone ferite sono state identificate. Tutte risiedono in Svizzera. Si tratta di quattro uomini e una donna, tra i 24 e i 31 anni di età. Due sono di cittadinanza italiana e la donna di cittadinanza tedesca.

Oggi il capo della diplomazia elvetica Ignazio Cassis ha telefonato al suo omologo italiano Antonio Tajani per esprimere le proprie condoglianze e offrire la piena collaborazione della Svizzera nelle indagini. Entrambe le persone ferite di origine italiana hanno riportato ferite lievi e sono già state dimesse dall’ospedale, stando a una notaCollegamento esterno del Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Roma ha istituito una task force per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria e per seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in accordo con le autorità svizzere.

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso il suo cordoglio, così come il presidente della Confederazione Guy Parmelin.

Contenuto esterno

Uno o più sparatori?

“Non sappiamo ancora chi sia responsabile di questo atto”, ha dichiarato Dieter Egli, consigliere di Stato argoviese e responsabile della polizia, durante una conferenza stampa tenutasi domenica sera a Schafisheim. Anche il numero degli autori resta incerto, ha precisato il comandante della polizia cantonale argoviese Michael Leupold.

Alcuni testimoni oculari avrebbero visto due persone coinvolte, ma ciò deve ancora essere confermato, ha aggiunto Leupold, che intende evitare qualsiasi speculazione. È ad esempio possibile che un solo autore abbia sparato utilizzando due armi diverse.

Sulla scena del crimine, la polizia ha infatti rinvenuto tracce di munizioni provenienti da due armi differenti. Una di esse utilizza munizioni impiegate con armi lunghe, come i fucili d’assalto, ha sottolineato il responsabile delle operazioni Matthias Schildknecht. Le altre tracce di munizioni sarebbero invece riconducibili ad armi di calibro 9 millimetri.

>>> La conferenza stampa dei responsabili della polizia cantonale di Argovia:

Contenuto esterno

Vasta caccia all’uomo

Le indagini approfondite proseguono “a ritmo sostenuto”, ha aggiunto Schildknecht. Rimane in vigore il dispositivo di “situazione eccezionale”. Al momento sono in corso i rilievi sulla scena del crimine, le analisi forensi, la valutazione di numerose testimonianze e altre indagini finalizzate all’identificazione degli autori.

Verso le 14:00 di domenica la polizia riteneva che il o gli autori avessero lasciato la regione e si trovassero “in fuga da qualche parte”. Al loro arrivo sul posto, gli agenti hanno dapprima cercato di mettere in sicurezza l’area e impedire la fuga di eventuali responsabili ancora presenti, per poi constatare che questi erano con ogni probabilità già scappati.

È stata quindi avviata una vasta operazione di ricerca a livello nazionale, con il supporto dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol), del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e di altri corpi di polizia cantonali. Alle operazioni partecipa anche la polizia tedesca.

La mobilitazione è imponente. Fin dalle prime chiamate d’emergenza, intorno alle 2:30, sono state impiegate tutte le unità disponibili del cantone, prima dell’attivazione di una mobilitazione generale. “Praticamente tutta la polizia cantonale argoviese è impegnata da ore”, ha dichiarato Bernhard Graser. Sono stati mobilitati anche i servizi di soccorso, i pompieri, l’unità cantonale d’intervento in caso di catastrofe (KKE) e un elicottero Super Puma dell’esercito.

Un ampio perimetro è stato isolato attorno all’ippodromo, alla piscina e agli impianti sportivi. Ad Aarau sono stati effettuati controlli dei veicoli e nel dispositivo sono stati impiegati anche mezzi blindati, hanno constatato i giornalisti di Keystone-ATS presenti sul posto. La presenza della polizia è stata rafforzata anche ben oltre la città: agenti armati sono stati avvistati lungo l’autostrada fino a una trentina di chilometri dal luogo della sparatoria.

Tre ipotesi

In questa fase la polizia prende in considerazione tre ipotesi: un attentato terroristico, una sparatoria indiscriminata oppure un’attività criminale ancora sconosciuta, come un regolamento di conti all’interno di un determinato ambiente, ha dichiarato Michael Leupold.

Le immagini potrebbero rivelarsi preziose. Tuttavia, nel pomeriggio di domenica la polizia aveva ricevuto solo pochi video o fotografie degli eventi. Per questo ha rinnovato l’appello alle persone presenti affinché trasmettano eventuali registrazioni in loro possesso.

Secondo Bernhard Graser, la portata della sparatoria è eccezionale. L’evento, “per il suo carattere drammatico, è certamente senza precedenti negli ultimi anni”, ha dichiarato.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR