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Autopostale in fiamme a Kerzers, 6 morti, si ipotizza atto doloso

autobus incendiato
Dell'autobus non rimane più nulla. Keystone-SDA

Martedì una corriera della Posta è stata completamente distrutta dalle fiamme nel canton Friburgo. Secondo alcune segnalazioni una persona si sarebbe cosparsa di benzina e avrebbe appiccato il fuoco.

Almeno sei persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite in seguito all’incendio scoppiato martedì verso le 18:30 su un autopostale a Kerzers, nel canton Friburgo. Tre persone ferite versano in condizioni critiche, ha indicato la polizia cantonale.

Non è ancora chiaro se il bilancio sia definitivo: quattro persone sono segnalate come disperse, come riferito dal responsabile del dipartimento Comunicazione e prevenzione della polizia cantonale di Friburgo, Martial Pugin e il numero esatto di morti non può ancora essere confermato.

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“Possibile atto volontario”

Il Ministero pubblico ha comunicato di aver aperto un’indagine penale e che l’incendio potrebbe essere stato “appiccato deliberatamente”. “Le indagini sono ancora in corso e chiariranno le circostanze esatte di questo dramma”, si legge in una nota.

La polizia cantonale, in una conferenza stampa, ha fatto sapere che si indaga su un possibile atto volontario all’origine del rogo, ma ha precisato che al momento non è chiaro se la persona in questione sia fra i morti o i feriti. Vari media scrivono a questo proposito di una persona che si sarebbe data fuoco.

Sulla causa dell’incendio, Christa Bielmann, portavoce della polizia cantonale friburghese, ha dichiarato a SRFCollegamento esterno che “circola un’informazione secondo cui una persona si sarebbe cosparsa di liquido infiammabile all’interno del bus, provocando così l’incendio. Si tratta però di un elemento che fa parte delle indagini in corso e che sarà chiarito”.

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Appello a eventuali testimoni

Le indagini stanno cercando di capire la dinamica del rogo. È stato quindi lanciato un appello a eventuali testimoni. Alla domanda di un giornalista, un portavoce ha indicato che è impossibile dire al momento se sia trattato di un atto di terrorismo.

Il luogo dell’incidente è stato sbarrato al pubblico e la polizia invita la popolazione a non recarsi sul posto.

Il mezzo di trasporto – che circolava sulla tratta Düdingen-Kerzers – è stato completamente distrutto dalle fiamme, come mostrato da video e foto in circolazione.

Le immagini dell’incendio:

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La Posta fornisce un team di assistenza

La Posta ha espresso il proprio shock per la tragica notizia. “I nostri pensieri sono con i feriti e i parenti dei defunti”. Un team di assistenza sarà disponibile per le e i dipendenti a partire da mercoledì. La Posta è in stretto contatto con la polizia cantonale di Friburgo, responsabile delle indagini sull’incidente sotto la direzione del pubblico ministero cantonale.

soccorritori
Keystone / Alessandro Della Valle

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha espresso sul social X il suo dolore per l’accaduto: “Sono sconvolto e rattristato dal fatto che ancora una volta delle persone abbiano perso la vita in Svizzera in un grave incendio. Le circostanze sono ancora da chiarire. Porgo le mie condoglianze ai familiari delle vittime di Kerzers. Il mio pensiero va anche ai feriti e ai soccorritori”.

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Il Consiglio di Stato friburghese esprime le proprie condoglianze

Il Consiglio di Stato friburghese esprime la sua profonda solidarietà con le famiglie delle vittime dell’incendio. In un comunicato stampa inviato nella notte tra martedì e mercoledì, il Governo porge le sue più sincere condoglianze e i suoi pensieri a “tutte le persone colpite da questo evento”.

L’Esecutivo friburghese elogia inoltre “l’impegno e la professionalità dei servizi di soccorso, delle forze di sicurezza e di tutte le persone mobilitate per far fronte a questa situazione eccezionale”.

Nuova conferenza stampa alle 14:00

È prevista una conferenza stampa mercoledì alle 14:00, alla quale parteciperanno in particolare il presidente del Consiglio di Stato Philippe Demierre, il ministro friburghese della sicurezza Romain Collaud, il procuratore generale Raphaël Bourquin e il comandante della polizia cantonale Philippe Allain.​​​​​​​​​​​​​​​​

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