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Anche il Consiglio nazionale respinge i tagli a Swissinfo e a tvsvizzera.it

Decisione chiara a favore dell'offerta estera della SSR: sguardo nella sala del Consiglio nazionale.
Decisione chiara a favore dell'offerta estera della SSR da parte del Consiglio nazionale. Keystone / Andreas Becker

La proposta del Consiglio federale di sopprimere i contributi destinati all’offerta internazionale della SSR è stata definitivamente affossata dalle Camere. Dopo il Consiglio degli Stati in dicembre, anche il Consiglio nazionale ha detto no. 

Quella relativa all’offerta internazionale era una delle 65 misure di risparmio contenute nel pacchetto di sgravio 27, il piano di austerità con cui il Governo svizzero ha presentato al Parlamento tagli in quasi tutti gli ambiti di spesa della Confederazione. 

Lunedì e martedì il Consiglio nazionale ha esaminato l’intero pacchetto. Il verdetto sull’offerta internazionale della SSR è stato netto: 104 voti contrari contro 84 favorevoli, e cinque astensioni. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ritiene dunque che questa attività d’informazione all’estero debba continuare a essere sostenuta dalla Confederazione. Un sospiro di sollievo per Swissinfo e tvsvizzera.it, le due piattaforme della SSR destinate a un pubblico internazionale. 

Un’idea di risparmio difficile da attuare

L’offerta internazionale della SSR costa complessivamente allo Stato svizzero 19 milioni di franchi all’anno. Di questi, circa 9 milioni servono a finanziare la metà dei costi di Swissinfo e di tvsvizzera.it. Il resto del contributo federale copre parte dei costi dei partenariati della SSR con TV5Monde e 3Sat. La SSR si fa carico a sua volta dell’altra metà delle spese. 

Il mandato internazionale della SSR è un incarico della Confederazione conferito alla Società Svizzera di Radiotelevisione per mettere a disposizione un’offerta informativa destinata all’estero.

Tale mandato comprende due requisiti:

– La SSR deve produrre un’offerta mediatica per le svizzere e gli svizzeri all’estero. 

– Deve inoltre offrire contenuti rivolti a un pubblico internazionale interessato alla Svizzera.

L’obiettivo di questo duplice mandato è sostenere i diritti politici dei cittadini e delle cittadine svizzere all’estero e contrastare la disinformazione sul piano internazionale. La copertura di Swissinfo contribuisce a correggere incomprensioni e fake news sulla Svizzera e a fornire informazioni affidabili. 

Attualmente Swissinfo pubblica in dieci lingue: tedesco, francese, italiano, inglese, spagnolo, portoghese, russo, arabo, giapponese e cinese. Gestisce anche il portale in italiano tvsvizzera.it. 

Nel 2025 Swissinfo ha registrato circa 49 milioni di visite (più 10% rispetto all’anno precedente). Circa il 70% delle visite proveniva dall’estero; gli accessi provenivano da tutti i 193 Stati membri dell’ONU, dal Vaticano e dalla Palestina. Circa 2,8 milioni di persone seguono l’offerta estera sui social media, mentre circa 440’000 persone delle principali aree linguistiche del mondo la seguono tramite newsletter.

Il mandato internazionale – che prevede anche collaborazioni con emittenti televisive estere – è finanziato per metà con fondi della Confederazione e per metà con i mezzi della SSR provenienti dal canone radio-TV. La Confederazione contribuisce attualmente con circa 19 milioni di franchi all’anno, ai quali la SSR aggiunge una somma equivalente. 

Il problema di questa proposta di risparmio era che il Consiglio federale voleva contemporaneamente mantenere il suo mandato internazionale alla SSR, senza però finanziarne l’offerta. Un possibile scenario per Swissinfo sarebbe stata la riduzione delle lingue di pubblicazione da dieci a quattro, come emerso nel dibattito al Consiglio degli Stati. 

>>> Il nostro resoconto del dibattito in Consiglio degli Stati:

Altri sviluppi

L’intero pacchetto passerà nelle prossime due settimane alla procedura di conciliazione tra le due Camere, siccome sussistono divergenze su altre voci di risparmio. Tuttavia, poiché sulla misura concernente l’offerta per l’estero le due Camere sono concordi, il finanziamento federale è assicurato per i prossimi anni. 

UDC e PLR favorevoli ai tagli

In precedenza, la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale aveva già raccomandato – seppur di stretta misura – di non sopprimere il contributo federale. Le opinioni dei membri del Consiglio nazionale erano tuttavia già consolidate quando martedì hanno discusso della questione in aula: i vari gruppi parlamentari avevano già discusso la questione.  

Solo l’Unione democratica di centro (UDC) ha preso la parola durante il dibattito parlamentare. Il principale partito svizzero si è opposto alla maggioranza della commissione e ha sostenuto il piano di risparmio del Consiglio federale. 

Si tratterebbe di un “ridimensionamento, non di uno smantellamento”, ha argomentato il consigliere nazionale UDC Roman Bürgi. “L’offerta internazionale è nata in un’epoca in cui gli svizzeri all’estero non avevano un facile accesso ai programmi svizzeri”, ha dichiarato. “Oggi, invece, non è più così. Questa offerta non fa parte del fulcro del servizio pubblico”. 

“Tagliare vecchi rami” 

La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, esponente del Partito liberale radicale (PLR), ha difeso a sua volta in Consiglio nazionale la necessità di risparmiare. “A volte serve il coraggio di tagliare vecchi rami”, ha affermato, riferendosi al servizio internazionale e sottolineando che chi vive all’estero può comunque oggi far capo ai contenuti della SSR, finanziati tramite il canone radio-tv. 

In votazione, i rappresentanti del PLR hanno seguito quasi all’unanimità la loro consigliera federale – solo tre membri si sono astenuti. Anche l’UDC, di orientamento conservatore, ha sostenuto quasi compatta la proposta di risparmio. Tutti gli altri partiti, dalla sinistra al centro, hanno invece votato a favore della proposta della maggioranza della commissione, dunque contro il taglio proposto dal Consiglio federale. 

“Il Parlamento si esprime così a favore di una forte presenza e voce della Svizzera nel mondo”, ha dichiarato Larissa Bieler, direttrice di Swissinfo, dopo la decisione del Nazionale. “Interpretiamo questa decisione come un mandato a continuare a informare sulla Svizzera in modo efficiente, indipendente e con un’elevata qualità giornalistica”.

Sollievo per il sindacato dei media 

Il sindacato dei media SSM si è detto sollevato in un comunicato. “Oltre 100 posti di lavoro avrebbero potuto scomparire e la voce della Svizzera all’estero sarebbe stata indebolita”, scrive l’SSM.  

Per l’organizzazione, la decisione rappresenta “un segnale importante a favore della diversità mediatica, degli svizzeri e delle svizzere all’estero e della visibilità della Confederazione sulla scena internazionale”  

Prima della discussione parlamentare, rappresentanti dell’SSM avevano presentato una petizione per la salvaguardia del mandato internazionale. L’iniziativa ha raccolto in meno di tre mesi oltre 17’000 firme a sostegno di Swissinfo. Vi hanno contribuito anche l’Organizzazione degli svizzeri all’estero, Soliswiss, Educationsuisse e altre associazioni mediatiche. 

Articolo a cura di Mark Livingston

Traduzione con il supporto dell’IA/mar

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