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Dietro le quinte di una giovane Eurovisione

Dei ponti radio verso i trasmettitori si occupavano le Poste, allora monopoliste. RSI-SWI

Ha compiuto 65 anni l'Eurovisione, importante rete di scambio di notizie e immagini (e di trasmissione simultanea di eventi culturali e sportivi) cui fanno capo le emittenti pubbliche del Vecchio Continente e dintorni. Per onorare l'anniversario, vediamo come si preparava una diretta su scala internazionale quando la TV era ancora un giovane mezzo di comunicazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 settembre 2019 - 10:16
tvsvizzera.it/ri con RSI (Teche)

L'Eurovisione nacque ufficialmente il 6 giugno del 1954, quando i telespettatori di 8 Paesi poterono seguire in simultanea la Festa dei Narcisi di Montreux. Oggi, vi fanno capo 73 emittenti di 53 Paesi dell'Europa, del Mediterraneo e del Caucaso membri dell'Unione europea di radiodiffusione (EBU-UER), che conta anche una trentina di affiliati nel resto del mondo.

All'Eurovisione dobbiamo produzioni storiche come Giochi senza frontiere e l'Eurovision song contest, nonché il canale Euronews.

25 persone per un'emissione

Nel 1963, quando fu girato questo servizio, la prima cosa da fare per una diretta TV era procurarsi le carte topografiche del luogo ed esaminarle per assicurarsi che non ci fossero ostacoli alla trasmissione. Dopodiché iniziava l'allestimento vero e proprio.

I podi (in gergo, i "praticabili") sui quali venivano issate le telecamere. RSI-SWI

Per trasmettere in Eurovisione una competizione ciclistica -il Gran Premio di Lugano a cronometro- l'allora Televisione della Svizzera italiana impiegò 6 telecamere issate su altrettanti podi, montati dagli stessi operai della TV con 35-40 quintali di materiale.

Dei ponti radio per arrivare ai trasmettitori si occupavano invece le Poste, telefoni e telegrafi (PTT), allora monopoliste, con le quali bisognava intavolare trattative così come si faceva con le aziende elettriche del posto per la fornitura di corrente.

Una diretta come questa era preceduta da minuziosi test di laboratorio degli apparecchi. Richiedeva chilometri di cavi (anche per la complessità dell'audio, col commento in più lingue) e l'impiego di 25-30 persone, "poco meno della metà degli stipendiati fissi della TV ticinese".

Contenuto esterno

'25 persone per una emissione' fu trasmesso dalla Radiotelevisione svizzera RSILink esterno il 6 novembre del 1963, nell'ambito di 'Tempo nostro'.

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