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Solo a Napoli Mario può tornare Supermario

Su Mario Balotelli, l'allenatore del Liverpool Jürgen Klopp più chiaro non poteva essere: "Qui non c'è posto per lui" ANSA/Daniele Mascolo

Hypercorsivo di Massimo Donelli

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2016 - 10:23

"Qui non c'è spazio per lui".

Jürgen Klopp, il tedesco che allena il Liverpool, più chiaro e brutale non poteva essere.Link esterno

E, così, la cacciata di Mario BalotelliLink esterno dal tempio rosso del calcio inglese segna una nuova stazione nella sciaguratissima, autolesionistica via CrucisLink esterno che il più grande talento italiano di questo secolo ha cominciato a percorrere da quando, nel 2007, è comparso sul palcoscenico della serie ALink esterno.

Vediamo…

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Ceduto al Milan (la sua quadra del cuore), arriva nella stagione peggiore (2013-2014), quella della cacciata di Massimiliano Allegri.Link esterno

Passato al Liverpool (2014) per 16 milioni di sterline, segna un solo gol in tutto il campionato.Link esterno

L'anno dopo (2015) è di nuovo al Milan, in prestito: lo blocca, da ottobre a gennaio, la pubalgia.Link esterno

Restituito (2016) al Liverpool, si schianta contro il "NeinLink esterno" di herrLink esterno Klopp.

E ora?

Lui tace, perfino su Twitter dove, di solito, cinguetta volentieriLink esterno per i 3,8 milioni di Link esternofollowersLink esterno.

E addirittura lo ignorano nelle trasmissioni sportive dove impazza il calciomercato.

Un talento di nemmeno 26 anni (li compirà il 12 agosto) che sembra sia stato inghiottito dalla discarica del calcio globale, quello dove un modesto e maldestroLink esterno centravanti come Graziano PellèLink esterno viene retribuito con 38 milioni di euro per giocare 30 mesi in CinaLink esterno.

Follie pallonare.

Ma torniamo a Mario.

Che nessuno chiama più Supermario.

Qui a Radio MonteceneriLink esterno non gli abbiamo mai fatto sconti.

Suggerimmo a Cesare Prandelli di dargli una bella sculacciata mediatica e lasciarlo fuori ai Mondiali del Brasile.Link esterno

Lo indicammo come italiano perdente dell'anno.Link esterno

Plaudimmo alla prima, solenne e meritata cacciata dal Regno Unito.Link esterno

Ciò premesso, oggi che tutti lo snobbano, gli auguriamo il meglio.

E il meglio per Mario non può che essere Napoli.

Sì, Napoli.

La città e la squadra di calcio.

A Napoli vive la sua adorata bimba, PiaLink esterno.

A Napoli i tifosi lo accoglierebbero a braccia aperte.

A Napoli ritroverebbe l'entusiasmo perduto.

Non basta.

Nel NapoliLink esterno avrebbe un allenatore, Maurizio SarriLink esterno, capace di gestirlo, in tutti i sensi.

Nel Napoli c'è un presidente, Aurelio De LaurentiisLink esterno, che sa, nel bene e nel male, come vanno trattate le star.

Nel Napoli sarebbe avvolto dal calore dopo il gelo di Liverpool.

E si sentirebbe nuovamente Supermario.

Certo, si tratta di una scommessa.

Per tutti.

Per lui che, davvero, a questo punto, non può più permettersi passi falsi, dentro e fuori lo stadio.

E per il club azzurro che ha quale simbolo il ciuccio, ossia l'asinelloLink esterno.

Animale umile e testardo, l'asinello.

Proprio come appare Mario nell'autoritratto consegnato al Corriere della sera durante gli Europei: da una parte riconosce i propri errori, dall'altra dice che vuole vincere il Pallone d'oro.Link esterno

Ecco, se davvero saprà essere umile e testardo, Balotelli potrebbe regalare al Napoli e a se stesso grandissime emozioni.

Nella città di San GennaroLink esterno e del santificato Diego Armando MaradonaLink esterno sarebbero tutti felici di gridare al (nuovo) miracolo e di venerare un (nuovo) idolo .

Perché, allora, non provare?

Segui @massimodonelliLink esterno

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