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Dormire all'aperto per attirare l'attenzione sui senzatetto

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 dicembre 2019 - 08:29
tvsvizzera.It/fra con RSI

Circa 50 mila persone, tra cui star del mondo dello spettacolo, si sono accampate all'addiaccio per una notte in oltre 50 città del mondo, da New York a Londra, da New Delhi a Brisbane fino a Madrid, per una raccolta fondi a favore dei senzatetto.

Senzatetto a Bruxelles in una foto d'archivio. Copyright 2018 The Associated Press. All Rights Reserved.

L'iniziativa, denominata "The World's Big Sleep Out" e organizzata dall'associazione scozzese Social Bite, mira a mettere insieme 50 milioni di dollari per aiutare un milione di clochard e rifugiati.

Una gara di solidarietà che ha riscosso molti contributi individuali ma anche da parte di banche e aziende, da Deutsche Bank a Deloitte e Unilever. In molte città, come a Londra, i partecipanti hanno dormito in sacchi di plastica arancione sfidando la pioggia o temperature molto rigide, condizioni meteo che chi è costretto a dormire per strada affronta ogni giorno.

Nella capitale britannica l'attrice Helen Mirren, premio Oscar nel 2007, ha letto a Trafalgar Square alcune favole della buonanotte alle oltre 2000 persone accampatesi a Trafalgar Square, così come hanno fatto altre star, alternandole a concerti o performance: Will Smith, Brian Cox (entrambi a New York), Chris Martin, Frank Turner.

Tra le città coinvolte nell'iniziativa anche Edimburgo, Belfast, Manchester, Chicago, Madrid, Manila, Hong Kong, Santiago."Quello che mi disturba, profondamente, è la crescita esponenziale dei senzatetto che ho notato in tutte le città, Los Angeles, New York, Londra", ha osservato la Mirren. "Non si può negarlo, il problema è di fronte a voi, è di fronte a tutti noi", ha proseguito, sottolineando che "la linea tra chi ha una casa e chi no è molto sottile per molte famiglie".

Ma non manca chi critica l'iniziativa, ricordando che bisognerebbe interagire con rispetto e solidarietà verso i senzatetto tutto l'anno, non solo sotto Natale. E soprattutto rimuovere le cause principali del fenomeno: gli aumenti degli affitti, la carenza di alloggi popolari, lo smantellamento del welfare, la disoccupazione.

Vediamo le immagini giunte in redazione:

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