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Falla su Google, critiche per la mancata informazione

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Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2018 - 12:01
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 9.10.2018)

La multinazionale informatica Google è nella bufera per un difetto di software relativo al social network Google+ che ha reso potenzialmente visibili i dati di mezzo milione di utenti.

Ma l'aspetto forse più increscioso e grave è che il problema è stato scoperto in marzo ma non è stato comunicato fino a questa settimana.

Una decisione che, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, è legata ai timori di danni alla reputazione e soprattutto al rischio di attirare l'attenzione delle autorità di regolamentazione così come accaduto al concorrente Facebook.

In effetti pochi minuti dopo le rivelazioni del quotidiano finanziario sul problema informatico, Mountain View ha pubblicato sul suo blog una nota in cui annuncia la chiusura di Google+ e introduce nuovi strumenti di privacy.

Secondo quanto si è appreso, il difetto avrebbe consentito a sviluppatori esterni di accedere ai profili degli utenti del social network fra il 2015 e il marzo 2018, quando gli investigatori interni alla società hanno scoperto e risolto il problema. Ma per l'azienda statunitense, che ha voluto motivare il suo comportamento reticente, l'entità del problema era assai limitata e non necessitava particolari comunicazioni.

Va sottolineato comunque che la questione è stata risolta prima dell'entrata in vigore delle nuove norme Ue sulla protezione dei dati.

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