Simbolo delle Alpi Cent'anni fa lo stambecco veniva reintrodotto in Svizzera

stambecco

Uno stambecco vive in media 19 anni e un esemplare maschio può pesare fino a 120 chili.

Keystone / Alessandro Della Bella

Praticamente estinto, l'animale simbolo delle Alpi poté iniziare a riappropriarsi delle montagne svizzere un secolo fa. Grazie anche indirettamente a Vittorio Emanuele II.

Oggi in Svizzera vivono circa 17'000 stambecchi. L'animale figura sugli stemmi di una cinquantina di comuni elvetici e su quello del cantone Grigioni.

Malgrado questo onore, l'ungulato ha rischiato di essere solo un ricordo nelle Alpi svizzere. Nel XIX secolo era infatti praticamente scomparso.

Sono diverse le ragioni che avevano condotto alla quasi completa estinzione dello stambecco. L'avvento delle armi da fuoco nel XVI secolo portò a una caccia intensiva e le foreste dovettero cedere il passo ai pascoli. Anche la superstizione ebbe un ruolo importante. A quasi ogni parte del corpo dello stambecco era stato attribuito un effetto curativo. Le sue corna, ridotte in polvere, erano considerate un rimedio infallibile contro l'impotenza e le vertigini, mentre il suo sangue era utilizzato per curare i calcoli. Alcune parti dello stomaco erano invece particolarmente ricercate per i loro poteri calmanti contro la malinconia.

Lo stambecco scomparve nei Grigioni intorno al 1640, anche se in precedenza era stato emanato un divieto di caccia. Nel 1809 fu abbattuto l'ultimo esemplare in Vallese.

Il servizio del TG e le minacce che pesano ancora sugli stambecchi:

Contrabbandati dal Gran Paradiso

Alcuni stambecchi erano però sopravvissuti in Italia, nella zona del Gran Paradiso. Fu Vittorio Emanuele II ad occuparsi personalmente della loro protezione.

Tuttavia, nella fase di reintroduzione in Svizzera il nipote del sovrano - Vittorio Emanuele III - non dimostrò alcuna volontà di mettere a disposizione degli esemplari per l'allevamento.

Allora furono assunti dei bracconieri, ricorda il Parco nazionale svizzero in un comunicatoLink esterno. Fu uno di loro, Joseph Berard, che nel 1906 rubò, rischiando la vita, tre cuccioli di stambecco nell'area del Gran Paradiso, facendoli entrare furtivamente in Svizzera. Gli animali furono dapprima allevati nel parco faunistico Peter und Paul di San Gallo, ma i primi rilasci in libertà nella Weisstannental sangallese e sul Piz Ela nel Grigioni centrale non ebbero successo.

Il 19 giugno 1920, sette casse di stambecchi arrivarono a Zernez, in Engadina, e il ricevimento alla stazione fu accompagnato da musica bandistica e da una grande folla. Durante il rilascio alcuni maschi si allontanarono per affrontare la vita selvatica, mentre alcune femmine si insediarono nei pressi del Piz Albris poco distante da Pontresina. Secondo il Parco nazionale fu l'impulso determinante per la fondazione della colonia, che oggi conta circa 300 esemplari.

tvsvizzera.it/mar/ats con RSI (TG del 22.6.2020)

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