Si conclude un'era di 138 anni Smontata l'ultima cabina telefonica

Operai assicurano a un argano una cabina telefonica mentre fotografi e teleoperatori riprendono la scena

Baden, 28 novembre 2019.

Keystone / Walter Bieri

L'ultima cabina telefonica della Svizzera è stata smantellata giovedì a Baden, Argovia. Sarà conservata in un museo, così che anche i nati nel 2019 possano un giorno osservare questa protagonista assoluta della comunicazione prima che si diffondesse la telefonia mobile.

L'ex monopolista delle telecomunicazioni Swisscom, questa volta, non ha invitato la stampa al lancio di una nuova tecnologia, ma ad assistere alla scomparsa di una vecchia: il Publifon installato in Bruggerstrasse 164 a Baden nel 1962 è stato rimosso con una gru, davanti agli obiettivi di fotografi e teleoperatori.

La cabina sarà donata al Museo delle comunicazioni di Berna, il cui interesse -chiarisce il curatore Juri Jaquemet - "non è rivolto semplicemente agli artefatti tecnici, ma piuttosto alle tecniche e ai processi culturali ad essi associati.

Sarà dapprima portata al deposito di Mamishaus, pulita, fotografata e registrata nella banca dati della collezione. Ma "in futuro sarà sicuramente esposta in una mostra. Così in avvenire anche i nati nel 2019 potranno farsi un'idea di com'era fatta una “cabina telefonica", conclude Jaquemet.

Un uomo con camicia stampata preme il tasto per riattaccare mentre regge la cornetta di un telefono pubblico

Il primo apparecchio che accettava anche monete da 5 franchi fece notizia.

Keystone / Str

Venticinque anni fa, erano in funzione in Svizzera oltre 58'000 cabine telefoniche, tra pubbliche e private. Vi ristagnava il fumo di sigaretta ed erano in genere dotate di elenchi cartacei, poi sostituiti -nel corso degli anni Novanta- da robusti terminali elettronici. 

La diffusione dei telefoni cellulari ne innescò però il declino. Secondo quanto indicato da Swisscom, tra il 2004 e il 2016 il numero di chiamate dai telefoni pubblici è crollato del 95%: oltre 1000 apparecchi sono rimasti inutilizzati per giorni, cosicché i costi di gestione e manutenzione non potevano più essere coperti dai ricavi delle chiamate.

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Primissimo piano di un dispositivo elettronico con tastiera alfanumerica e schermo applicato su parete di cabina telefonica

Quando fu introdotto l'elenco telefonico elettronico, il lento declino era in realtà già iniziato.

Keystone / Edi Engeler

L'ex monopolista, che dallo scorso anno non è più obbligata per legge a gestire "stazioni telefoniche pubbliche con pagamento anticipato (monete o carte telefoniche)", ha soppresso 3000 cabine negli ultimi due anni. Continua però a mantenerne per conto di ospedali, ristoranti e scuole.

Oltre 600 ex cabine telefoniche in tutta la Svizzera, anziché essere rimosse, sono state trasformate in biblioteche, postazioni per defibrillatori, distributori di bevande o altro. Lo scorso anno, Swisscom ha anche organizzato un concorso per premiare le dieci migliori idee per dare una seconda vita alle cabine.

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Uniche vere superstiti all'aperto sono 150 postazioni tonde in vetro (chiamate Telecabs 2000) gestite dalla società pubblicitaria APG/SGA. I costi per la manutenzione, la pulizia e le chiamate sono coperti, tra l'altro, da manifesti.

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