Navigation

Quale futuro per l'italiano in Svizzera?

La decisione di mercoledì del Tribunale federale, che permette alla popolazione grigionese di esprimersi in votazione sull’insegnamento delle lingue alle elementari, ha rilanciato il dibattito sul plurilinguismo elvetico, sull’importanza dell’inglese e sul futuro della lingua di Dante nella Svizzera non italofona.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2017 - 16:31
tvsvizzera.it/Zz con RSI (Quotidiano del 04.05.2017)

 

Contenuto esterno


Quella di mercoledì è stata una giornata nera per le lingue latine in Svizzera. Nel canton Turgovia il parlamento ha deciso di posticipare l’insegnamento del francese alle scuole medie, mentre la massima istanza giuridica della Confederazione, il Tribunale federale, ha dichiarato ricevibile un’iniziativa che chiede che agli allievi delle elementari del canton Grigioni sia insegnato solo un altro idioma oltre alla propria lingua madre. Il tedesco nelle regioni di lingua italiana e romancia e l’inglese nella parte germanofona del cantone.

La preoccupazione è viva fra i difensori del plurilinguismo, ma se da un lato c’è chi teme per il futuro dell’italiano in Svizzera, dall’altro c’è chi vede un’opportunità per rilanciare la lingua di Dante. Se infatti il popolo grigionese dovesse esprimersi contro l’iniziativa, l’italiano ne uscirebbe rafforzato e legittimato, come d’altronde già successo nel 2005. Allora era stata respinta la rivendicazione che chiedeva fosse l’inglese l'unica lingua straniera insegnata alle elementari.

Contenuto esterno



Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.