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Scorte di sangue, dal 2018 non basteranno più

È allarme per gli ospedali svizzeri; tra le cause, l'invecchiamento della popolazione; si cercano donatori, e soluzioni a livello scientifico e politico

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 ottobre 2015 - 20:38

Dal 2018 gli ospedali svizzeri saranno confrontati con una carenza di scorte di sangue. Lo dice uno studio, il primo nel suo genere, realizzato dalla Scuola universitaria per le scienze applicate di Zurigo.

È un altro risvolto dell'invecchiamento della popolazione: gli over 60 sono i maggiori beneficiari. Chi lavora sul campo, come il direttore del Servizio trasfusionale della Croce rossa svizzera Rudolf Schwalbe, non è sopreso e sottolinea che, ora più che mai, è urgente sensibilizzare i donatori.

Se oggi si dona ancora più sangue di quanto ne venga effettivamente usato -come emerge dallo studio, anticipato domenica dalla Sonntagszeitung- dal 2018 vi sarà una carenza e nel 2035 mancheranno oltre 76mila unità di sangue all'anno.

Ogni persona che vuole donare sangue è quindi fondamentale. Eppure oggi gli omosessuali non possono farlo: dal 1977 sono considerati una categoria a rischio. A livello politico c'è chi, come Rosmarie Quadranti, vorrebbe eliminare questa limitazione.

"È una discriminazione", dice Quadranti, "l'orientamento sessuale non gioca alcun ruolo. Rilevante è piuttosto lo stile di vita, e questo non è legato ad omo od eterosessualità. Ognuno si assume le proprie responsabilità, e questo lo possono e devono fare tutti."

Intanto, la lotta alla penuria di sangue si combatte anche nei laboratori. Fra una decina d'anni potrebbe essere possibile creare sangue partendo da cellule staminali.

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