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Le famiglie del vino

Immagine d'archivio. Keystone / Ti-press

Nella Svizzera italiana, come un po' ovunque in Europa, produrre vino è soprattutto un affare di famiglia. Genitori e figli devono darsi da fare per garantire il futuro dell'azienda, lavorando nella vigna, in cantina, o occupandosi delle vendite. Una sfida in un settore sotto pressione, cui Falò ha dedicato questo approfondimento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 settembre 2020 - 09:45
Roberto Bottini e Leonardo Colla, RSI Falò

Dai cambiamenti climatici al coronavirus, dal calo dei consumi alla concorrenza internazionale, dal bio alle vendite online: come se la cavano le famiglie del vino? Il settimanale della RSI ha cercato di capirlo seguendo -dalla vendemmia all’imbottigliamento- l'attività di alcune aziende ticinesi.

Le ricette per avere successo sono diverse: chi punta sulla vendita diretta e una clientela affezionata; chi ama sperimentare introducendo nuovi vitigni; chi ha giocato con convinzione quasi religiosa la carta della produzione biologica; chi infine punta sull'altissima qualità nella selezione delle uve e nell'assemblaggio del vino.

Il denominatore comune è la passione per questo lavoro che nel 2020, malgrado una vendemmia di ottima qualità, dovrà fare i conti con le conseguenze della pandemia che in Svizzera ha generato una perdita nelle vendite di un milione e mezzo di bottiglie.

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