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Terremoto di Amatrice: tra macerie, casette e una ricostruzione a metà

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Amatrice prima e dopo RSI

Un migliaio di abitanti vive ancora nella precarietà e i lavori sono fermi al 40%: il reportage della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

24 agosto 2016, ore 3.36. La terra inizia a tremare. Una forte scossa, di magnitudo 6.0 con epicentro il comune di Accumoli, in provincia di Rieti. È l’inizio di una sequenza sismica che interessa tutta l’Italia centrale per diversi mesi, fino al gennaio del 2017, colpendo direttamente quattro regioni: Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, con oltre 300mila edifici danneggiati distribuiti su un’area di 8’000 chilometri quadrati.

Una località in particolare pagò il prezzo più alto: Amatrice, dove i morti furono 237 su un totale di 299 persone che persero la vita nella notte del 24 agosto. La vicinanza all’epicentro, la scossa che sorprese gli abitanti nel sonno e la concentrazione di persone dovuta all’alta stagione turistica contribuirono ad aggravare il bilancio delle vittime, facendo di Amatrice il simbolo di quella lunga, lunghissima sequela di terremoti.

>>> Il servizio della RSI:

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Le cicatrici sempre visibili

Esattamente 10 anni dopo, il Telegiornale si è recato in quel piccolo borgo in provincia di Rieti, la cui parte antica venne completamente distrutta, per capire a che punto è la ricostruzione. Le nostre telecamere sono entrate nel cantiere della cosiddetta “zona rossa”: il nucleo antico ancora in fase di ricostruzione. Dieci anni fa questa zona “era bellissima”, spiega Roberto Serafini, “da qui partiva la via principale costellata da caseggiati”.

I danni, a dieci anni di distanza, sono ancora evidenti e le macerie tuttora presenti.

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I segni del sisma sono tuttora ben viisibili. RSI

“Il terremoto è come uno tsunami”

“Il terremoto sembra uno tsunami: è come un’onda lunga. Più tempo passa, più ti accorgi effettivamente dei danni che ha fatto. Non solo alle cose, ma alle persone, alla comunità” racconta Serafini, che spiega come la ricostruzione, tra pubblica e privata, sia arrivata al 40%. “C’è ancora tantissimo da fare — sentenzia — la cosa più difficile è ricostruire il tessuto sociale”. Rapporti quotidiani tra persone che non sono ancora stati del tutto ripristinati.

“Ma il peggio — aggiunge — per fortuna ce lo siamo lasciati alle spalle”.

I passi falsi e la precarietà diffusa

La ricostruzione nel frattempo prosegue, ma c’è ancora chi vive nella precarietà: sui circa 2’120 abitanti di Amatrice, circa un migliaio vive tuttora in strutture provvisorie: le famose casette.

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Le “casette” che ancora ospitano chi ha perso la casa RSI

La ricostruzione nel frattempo prosegue, ma c’è ancora chi vive nella precarietà: sui circa 2’120 abitanti di Amatrice, circa un migliaio vive tuttora in strutture provvisorie: le famose casette.

>>> Dall’archivio RSI, Amatrice una settimana dopo il sisma:

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