Storie di svizzeri di Calabria Due vite, un cuore

Di Marco Carlone e Daniela Sestito, Rsionline

Arrivati a frotte a partire dagli anni '60 solo per lavorare, molti di loro sono restati, integrandosi, ma mantenendo viva la propria identità. Sono gli svizzeri di Calabria.

Cinquant'anni fa furono fondate le prime associazioni calabresi in Svizzera. Gli emigrati, spaesati e con una speranza di riscatto, colmarono la distanza tentando di ricreare all’estero la propria dimensione paesana, conservando feste e tradizioni culinarie in un “mondo lontano”. Ma cercarono anche di sfatare luoghi comuni e di costruire un ponte con la comunità d’arrivo, talvolta diffidente, innescando così un processo di scambio culturale tuttora vivo.

Oggi le associazioni sono ancora attive, ma l’emigrazione ha nettamente cambiato volto. Le nuove generazioni di emigrati calabresi, spesso più istruite delle precedenti, si uniscono a una comunità ben più integrata nel tessuto economico e sociale della Confederazione. Ciononostante, alcuni vivono ancora nell’attesa di rientrare per sempre e ricongiungersi con i propri cari. Altri, invece, hanno eletto con le loro famiglie la Svizzera come scenario della propria vita, rimanendo comunque attaccati, quasi più dei conterranei in Calabria, alle origini.

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